COUS COUS

16 – 17 – 18 – 23 – 24 – 25  febbraio

TEATRO A MANOVELLA
“COUS COUS”
testo e regia Massimo Alì

con

Vania Rotondi, Marco Natalucci, Roberto Caccavo, Enrica Pecchioli, Marcello Sbigoli

 

Protagonisti di questa “commedia sociale” sono cinque commensali, tra loro parenti e amici intimi con contrastanti visioni politiche e sociali e una manciata di confessioni pronte a saltar fuori secondo la classica reazione a catena. Lo spettacolo, liberamente ispirato all’opera di Bernard Murat dal titolo “Prenom”, è sofisticatamente ingegnato per smascherare e (anche) mettere alla berlina una società trincerata dietro pregiudizi e stereotipi, fondamentalmente incapace di concedere al prossimo (sia egli parente o amico) la possibilità di uscire dallo schema e rivendicare liberamente le proprie similitudini, o diversità. Ecco allora come la scelta apparentemente innocua e banale sul nome da dare all’atteso nascituro non possa passare indenne a critiche e considerazioni socio-politiche di varia natura, scatenando una vera e propria battaglia dialettica che nell’arco di una cena farà saltare tutto il castello di ipocrisie fino ad allora costruito.

IL CIELO IN BIANCO E NERO

mercoledì 28 febbraio
FARM

MARINO GIUSEPPE SANCHI

in
“IL CIELO IN BIANCO E NERO”

testi e regia di Fiamma Negri e Giusi Salis

Musiche dal vivo di Stefano Bartoli

“Gli astronauti sono mica uomini come tutti gli altri, loro ce l’hanno nel sangue l’avventura e la scienza, loro non vedono l’ora di arrivare sulla luna e fare gli esperimenti che ci cambieranno la vita. L’ha detto la televisione, oggi si scrive la storia, allora anche io sto scrivendo un pezzetto di storia!!!”

1969, non è solo la cronaca ufficiale che racconta lo storico viaggio dell’Apollo 11. La storia cambia con gli sguardi, con i linguaggi, le culture, i desideri. Andrea ha 10 anni e il cielo è la passione che lo accompagnerà per tutta la vita, l’emozione per l’avventura e lo stupore per il mistero gli rimarranno dentro. Il suo racconto si intreccia con le parole degli astronauti e la cronaca dei reporter, con l’attesa che in tutto il mondo riunisce le famiglie intorno alla tv, ovviamente in bianco e nero: un evento che cambierà il corso della storia, segnando un punto a favore di uno dei due contendenti della guerra fredda. Lo spettacolo alterna tenerezza e ironia, consapevolezza e ingenuo patriottismo: l’Apollo 11 come non l’avete visto mai!

THAT’S AMORE

da venerdì 2 a domenica 4 marzo
LA BILANCIA in collaborazione con ESAGERA presenta
“THAT’S AMORE”
MARCO CAVALLARO, CLAUDIA FERRI, MARCO MARIA DELLA VECCHIA 
testo e regia di MARCO CAVALLARO

Tra gli spettacoli assolutamente da rivedere, torna sul palco del cestello il travolgente “that’s amore”!
Una deliziosa e scoppiettante commedia musicale, che continua a mietere sold out in tutta Italia.
Protagonisti una lei e un lui, che non si conoscono. Lui viene lasciato dalla fidanzata. Lei molla il fidanzato. Lui e lei sono cacciati di casa. Lui e lei affittano per uno strano scherzo del destino lo stesso appartamento. Lui e lei sono costretti a passare un intero weekend insieme, ma lui odia tutte le lei e lei, neanche a dirlo, odia tutti i lui. In una girandola di situazioni scoppia una divertente storia d’amore condita da dolci e romantiche canzoni, una vera è propria commedia musicale “da camera” pluripremiata e osannata dalla critica.

DONNA ITALIA

giovedì 8 marzo

TEATRO DI CESTELLO e CdG

“DONNA ITALIA

 

Creature fragili, il gentil sesso … mamme, suocere, nonne … streghe e madonne! Quanti luoghi comuni da confermare o sfatare. Raccontate in mille opere, cantate nelle canzoni, troppo spesso descritte o scritte dall’altra metà della mela … ma cosa pensa di sé Eva … lei la donna! E se la donna è anche italiana sarà chioccia, tutta famiglia? Possessiva, gelosa … pericolosa? Senza di lei non c’è vita … ma mettine insieme più di una e vedi come te la cambia la vita! Insomma parliamone, anzi no … lasciamola parlare … lasciamole parlare le donne, le nostre, le attrici stavolta autrici, registe … inventrici di loro stesse per questa serata speciale, tra risate, aneddoti, emozioni. Sediamoci: via ogni preconcetto, ogni stereotipo e vediamo un po’ … cos’hanno da offrirci queste donne, lasciate da sole, come in un esperimento, a creare tutte insieme la loro personale storia, un evento che è, sarà … forse è già stato tutto una totale sorpresa … sempre che ci siano arrivate intatte (d’amore e d’accordo) …

LATITUDINE DONNA

sabato 10 marzo

DONATELLA ALAMPRESE
“LATITUDINE DONNA”
con

Marco Giacomini chitarra

e

Stefano Macrilló chitarra, mandoloncello, cuatro venezuelano, tiple colombiano, cajón

proiezioni: Cecilia Micolano

 

Donatella Alamprese percorre ancora una volta gli itinerari dell’arte al femminile, presentando quattro grandi poetesse, compositrici e cantanti che hanno profondamente segnato la storia della musica popolare del secolo scorso: alfonsina storni , della quale ricorrono quest’anno 70 anni dalla scomparsa , la grande Mercedes Sosa, entrambe argentine, la cilena Violeta Parra e la portoghese Amalia Rodrigues, “a alma do fado”, l’anima del fado. “Latitudine donna” è un viaggio interiore, intrecciato al vissuto personale e sociale delle sue protagoniste, riscoprendo l’ attitudine tutta femminile al coraggio , alla lotta contro il pregiudizio, per l’ affermazione della libertà , ma anche contro il potere e la dittatura , è il riscatto dalla povertà e dall’ infelicità grazie all’ arte. E’ a questa latitudine dell’anima e non solo geografica che si rivela la femminilità, nel sentire e vivere la relazione tra la vita e la creazione artistica, senza concessioni a cliché di dipendenza, senza distorsioni di maniera. “Gracias a la vida”, sarebbe il caso di dire, col titolo della splendida canzone che Violeta Parra compose poco prima di morire 50 anni fa .

FIRENZE 1865-1915

 

16-17-18-23-24-25-29-30-31 MARZO
TEATRO DI CESTELLO e CdG
“FIRENZE 1865 – 1915”

di Loretta Bellesi Luzi
regia Marcello Ancillotti

 

Beppa la Fioraia, il Lachera, personaggi mitici in una Firenze prima Capitale poi città lanciata in una dimensione nazionale, dialogano con i letterati delle Giubbe Rosse e del caffè Michelangelo. Lontana dal torpore di capitale di un granducato invecchiato, si apre ad una nuova dimensione, dove le distruzioni del centro medioevale e delle sue mura portano alla nascità di una nuova coscienza. Loretta Bellesi,in una narrazione ricca di situazioni, di scontri e incontri tra il popolino, tra i nuovi venuti dal Nord e la nuova cultura cittadina, ci riporta all’affascinante Firenze che amiamo, quella che ancora una volta lancerà nel mondo le sue idee, diffonderà la sua arte, fino all’esplosione del Futurismo e all’ avvento della prima guerra mondiale.

CANE!

Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 aprile

PRODUZIONE CANTIERE OBRAZ

“CANE!”

Adattamento e regia di Alessandra Comanducci

Scenografia Thomas Harris

con

Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Thomas Harris

22 dicembre 1924

Anamnesi

Cane da laboratorio. Età: circa due anni. Maschio. Razza: bastardo. Nome: Pallino. Pelo rado, a ciuffi, brunastro. Colore della coda: latte bruciato.

Ha operato il professor F.F. Preobrazenskij.

Assistente: dottor I.A. Bormental

27 dicembre. Polso 152. Respirazione 50, temperatura 39,8, reazione pupillare.

31 dicembre. Appetito indescrivibile. (Una macchia sulla pagina. Dopo calligrafia frettolosa.) Alle ore 12,12 il cane ha abbaiato con chiarezza A-c-s-e-p.

6 gennaio. (Ora a matita, ora con inchiostro viola.) Dopo che gli è caduta la coda, ha pronunciato in maniera perfettamente chiara la parola “birreria”.

11 gennaio. Ha accettato definitivamente i calzoni. Ha pronunciato: “Mollami una sigaretta, le brache mi stan strette.”

 

Ispirato al romanzo di Bulgakov, le vicende di un cane trasformato in uomo a seguito di un’operazione e la sua grottesca acquisizione di una sensibilità umana.

CYRANO

da mercoledì 11 a domenica 15 aprile
ALTROVE TEATRO

“CYRANO”
da “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand

adattamento e regia Marco Predieri

 

Marco Predieri torna a confrontarsi con la figura di Cyrano in un nuovo suggestivo allestimento, che riporta in scena tutta la grandezza del guascone più celebre della storia. Un anti eroe romantico, spavaldo e fragile al contempo, immerso in una vicenda profondamente umana, resa immortale dall’unico parto geniale di una autore altrimenti mediocre, Edmond Rostand. Lealtà, amicizia, amore, ma anche potere, guerra, gelosia … un quadro cristallizzato che dipinge con viva passione la nostra immutabile natura, esaltandone gli appetiti più meschini accanto a quei valori universali che troppo spesso dimentichiamo e ai quali ci appelliamo solo di fronte all’ineluttabilità dell’avverso destino. Cyrano è forza ed è timore, è ironia, è una coscienza indomita e uno specchio davanti a cui sbassare lo sguardo. Cyrano è il sogno, l’amico … sono i suoi attori … Cyrano è chi con loro ne vivrà, ancora una volta, la maestosa semplicità della sua essenza mortale.

STORIE FARSESCHE

giovedì 19 e venerdì 20 aprile
COMPAGNIA LABORATORIO AMALTEA

“STORIE FARSESCHE”

Testo e regia di Samuel Osman

con

Jacopo Biagioni, Nicola Fornaciari, Samuel Osman, Maurizio Pistolesi, Fabio Rubino, Antonio Timpano, Diana Volpe

 

Storie bizzarre, racconti ironici ma dal retrogusto amaro, episodi “veri”, di vita quotidiana, ma che lasciano poco spazio alla fantasia, o meglio, fatti dell’oggi in cui, è proprio il caso di dire, la fantasia supera ampiamente la realtà. “Storie farsesche”, dopo “Storie di ordinata follia”, è il secondo capitolo della “Triologia” sull’analisi sociale e contemporanea della compagnia. Se nel primo caso le “storie” (velatamente bukowskiane) sono raccontate con vaga ispirazione tarantiniana, le seconde ricorderanno di più Almodovàr e affideranno maggiore responsabilità ai personaggi e ai loro caratteri ponendo l’accento sulla violenza e sulla brutalità ferina, talvolta nascosta e repressa ma pronta ad esplodere, in una società basata sulla sopraffazione e sulla disparità economica. Poveri diavoli alla ricerca di un senso, piccoli uomini vessati e stanchi, anime ferite e bestie assetate di sangue in una giungla sempre più caotica, angosciante e ingiusta.

UNO SGUARDO DAL PONTE

venerdì 21 domenica 22 aprile
COMPAGNIA GIARDINI DELL’ARTE

“UNO SGUARDO DAL PONTE”
di Arthur Miller

Regia Marco Lombardi

Aiuto regia Sandra Bonciani

con

Aldo Innocenti, Brenda Potenza, Raffaella Afeltra,

Marcello Sbigoli, Marco Ugolini, Fabrizio Pinzauti

 

“Uno sguardo dal ponte”, scritto da Miller nel 1955 è considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento.

Come spiega il titolo,” Uno sguardo dal ponte” vuole essere una fotografia cruda e drammatica di una delle mille facce della New York anni 50. Il ponteinfatti è quello che collega la lussuosa, vivida e ricca Manhattan alla misera e grigia Brooklyn, dimora esclusiva di immigrati e portuali. E sono proprio le vicende di una famiglia di origine siciliana ad essere portate in scena come documento della condizione di chi lascia la sua terra nel desiderio di concretizzare sogni e illusioni .

La vicenda raccontata trae origine da un fatto di cronaca dal quale Miller fu profondamente e a lungo turbato: una torbida vicenda familiare, ambientata tra gli immigrati italiani di Brooklyn.