stagione 2023 2024

stagione 2023 2024

STAGIONE 2023-2024

CON IL CONTRIBUTO DI

 

Venerdì 6 Ottobre ore 20.45

Sabato 7 Ottobre ore 20.45

Domenica 8 Ottobre ore 16.45

COMPAGNIA DELLE FORMICHE 

presenta

E se ci incontrassimo ieri?

IL MUSICAL 

di

Andrea Cecchi, Simone Fisti e Alessio Fusi 

con

ANTONIO LANZA – CHIARA MATERASSI – CLAUDIA NALDONI 

GIORGIO LUMIA – GIULIA PAOLETTI – LAPO BRASCHI 

SIMONE FISTI – SIMONE MARZOLA

Arrangiamenti: Federico Pacini
Scenografie e Costumi:Compagnia delle Formiche
Coreografie: Caterina Pini
Disegno luci: Paolo Di Cambia
Grafica: Alessio Fusi e Alessio Pollazzon
Foto: Studio Treart
Video:Video Production
Webmaster:Alessandro Brugioni

regia ANDREA CECCHI

Una compilation musicale scandisce le tappe della storia d’amore tra Marco e Gloria, un giovane appassionato di musica e una cantante freelance.
Il primo bacio, l’attrazione, le uscite con gli amici e le incomprensioni: situazioni familiari ad ognuno di noi, uniche e irripetibili. Ma se potessimo riviverle? Una relazione che sfida le leggi del tempo sulle note di una coinvolgente colonna sonora.
Prodotto dalla Compagnia delle Formiche “…e se c’incontrassimo ieri?” è un musical inedito che intreccia i grandi successi della musica italiana con un’insolita storia d’amore: il risultato è la trama avvincente di una surreale favola moderna!

Venerdì 13 Ottobre ore 20.45

Sabato 14 Ottobre ore 20.45

Domenica 15 Ottobre ore 16.45

22° CORSO DI TEATRO FIORENTINO 

presenta

Innocenti

STORIA FIORENTINA

di

Giovanna Nelli – Laura Frullini – Giovanna Cella – Alessandro Parigi

Mimma Spagna – Giuliano Martinenghi – Marcello Ancillotti

con

EMMA BANI – FRANCO BASSETTI – SERGIO BIAGINI – CHIARA COLLACCHIONI

LAURA CESARINI – SILVIA FORNI – LAURA FRULLINI – MARCO GIACHI 

ALESSIA GIULIANI – LORENZO LONGO –  ALFONSO LUCIANO    

LUISA MANUGUERRA – CRISTIANO MARGHERI – RENZO MARILLI 

GIULIANO MARTINENGHI – LIVIA MICHI – GIOVANNA NELLI 

LEONARDO PREVIERO – PATRIZIA RONZONI – MIMMA SPAGNA – ANNA UMBERTI

luci Alfredo Piras

costumi Marcello Ancillotti

regia REMO MASINI e MARCELLO ANCILLOTTI

Spettacolo conclusivo del Corso di Teatro Fiorentino del Teatro di Cestello, costruito sulle vicende di vita di due ragazze passate dall’Istituto degl’ Innocenti di Firenze alla fine del 1800. 

Nell’autunno di cinque anni fa, i nostri Registi Remo Masini e Marcello Ancillotti affidarono noi allievi “avanzati” del corso di teatro fiorentino, al prof. Alessandro Parigi, curioso e attento ricercatore di storia fiorentina, in particolare di “piccola storia”, quella dei quartieri, della povera gente, delle persone insomma che vivono, gioiscono e soffrono sullo sfondo della “grande storia”.
Alessandro cominciò a sciorinare davanti a noi notizie sull’Ospedale degli Innocenti(nel 2019 ricorreva il sesto centenario della sua fondazione), ci leggeva lettere di ragazze madri li ospitate o da li allontanatesi nei modi più diversi, di parroci che le raccomandavano, dal momento che la famiglia di origine le rinnegava…inoltre presentava documenti che riguardavano benefattori, direttori, funzionari di vario tipo.
I registi furono chiari: da questo materiale avremmo dovuto trarre un lavoro per il nostro teatro fiorentino.
Il nostro scetticismo fu grande, pari, mesi più tardi, all’impegno della stesura, allo studio dell’intreccio, ai ripensamenti sui personaggi, alle aggiunte di nuove situazioni.
Alla vicenda delle due ragazze, una, Nella, di famiglia contadina della provincia, l’altra, Semira, (non abbiamo potuto cambiarle il nome: era quello delle sue lettere) di una più che modesta famiglia di San Frediano, si uniscono e si confondono variegati fili di persone e di ambienti sociali disparati, a cui dovevamo dare voce e consistenza scenica.
Oltre a far conoscere l’ambiente di origine delle due protagoniste dovevamo accompagnare lo spettatore nell’ospedale stesso, dove approdavano anche personaggi opachi, come la donnaccia sboccata, o squilibrate come la povera Paolina. E le suore, le levatrici, le balie, i medici, le “maestre”, il direttore…
Ma in città c’è dell’altro: atelier di pittori, famiglie benestanti, servitù emigrata dal vicino contado, bottegai votati a difendere il loro status economico…Tutti si affacciano, certi e sicuri dei loro valori, nella vita e nella disperazione di Nella e Semira.
Il nostro lavoro si interrompe bruscamente a causa della pandemia.
Poi i soliti perseveranti registi lo ripropongono…ed eccoci, nella nostra avventura storica e linguistica; chissà che effetto faranno, specialmente nei più giovani, questi barlumi fiorentini di fine Ottocento, anche nella lingua, che abbiamo cercato di riprodurre, da quella della campagna fiorentina a quella dei ceti sociali più elevati.

Dovrebbe essere “storia” e sembra… “preistoria”.

Venerdì 20 Ottobre ore 20.45

Sabato 21 Ottobre ore 20.45

Domenica 22 Ottobre ore 16.45

ALTROVE TEATRO 

presenta

La governante di Cavour

di

Francesca Nunzi

con

FRANCESCA NUNZI e MARCO PREDIERI

regia FRANCESCA NUNZI

La governante di Cavour è uno scoppiettante gioco teatrale, che prende spunto da un’idea di Francesca Nunzi, attrice poliedrica e versatile, allieva del grande Gigi Proietti, e dalla sua passione per la storia. Il progetto si concretizza nell’incontro con Marco Predieri, che oltre a condividere con lei la vocazione per il palcoscenico … ha appesa in salotto un’ormai vecchia laurea … esattamente in Storia, per l’appunto conseguita con una tesi sul Risorgimento italiano, della quale conserva tutt’ora qualche “vaga” riminiscenza.

Così prende forma un copione fresco e originale, che vedrà Francesca cimentarsi in un personaggio surreale e spumeggiante, dalle molte sfaccettature e dai tanti accenti regionali, da combinare come ingredienti per arrivare a unire lo Stivale. Qui va fatta l’Italia!
E chi meglio del Conte Camillo Benso di Cavour può cimentarsi nel pianificare, anzi “panificare”, il piano perfetto per raggiungere lo scopo? Ma se il conte non fosse proprio come ce lo immaginiamo o ci viene presentato sui libroni? Ecco che l’intervento della governante diventa provvidenziale … Del resto si sa che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, talvolta di servizio … che molto meglio di altri ne conosce segreti, paturnie e rogne … diventandone confidente. Una figura fidata, alla quale riservare mansioni che vanno oltre le faccende domestiche … Tuttavia può capitare che … tra le tante incombenze … anche una zelante governate possa imbrogliarsi e rischiare di imbrogliare la storia stessa … o forse … Non resta che spiare cosa accade nella grandecucina dove sta per essere infornata la nostra torta tricolore!

Venerdì 27 Ottobre ore 20.45

STRABILIARTE

presenta

Tuo Amore

di

Andrea Yuki Parigi

con

YUKI PARIGI – SVEVA BICCHIELLI

e

Marco Attanasio

Eleonora Manzani – violino

Carlo Enrico Matichecchia – clarinetto

Cristiano Pesci – clarinetto basso

Lapo Fani – fagotto

Margherita Bia – violoncello

——–

musiche originali Cristiano Pesci

regia ANDREA YUKI PARIGI

Uno spettacolo sullo scorrere inesorabile e insensibile della vita, sul coraggio di due giovani adulti costretti ad affrontarla prima ancora di comprendere appieno come viverla, travolti dalla sua immensa frenesia.
Un male duro da sconfiggere…con cui bisogna convivere.
Un bambino da proteggere, da far volare…proprio come un aeroplanino di carta sotto alle intemperie improvvise.
Due genitori costretti a fidarsi dell’ignoto, costretti a combattere mano nella mano, senza l’uso di spade, a colpi di medicine e preghiere.
E una piccola ma luminosissima stella dal nome speranza che brilla nel cielo e che stringe in un caloroso abbraccio questa famiglia, senza abbandonarla mai.
Questo è “Tuo. Amore”: Uno spettacolo tratto da una storia magicamente vera e dagli scritti di alcune donne affette da glioblastoma multiforme e dei loro compagni di vita, con l’accompagnamento musicale completamente originale ed eseguito dal vivo da alcuni musicisti del Liceo Musicale Dante. Una storia che vuole dare speranza, che crede nel continuo della vita e nella parola Rinascita

Sabato 28 Ottobre ore 20.45

Domenica 29 Ottobre ore 16.45

I PINGUINI THEATRE

presentano

 Il colloquio

di

Marco Grossi

con

GABRIELE BAGNOLI – MARCO BARTOLINI  – VIRGINIA BELLINI  – MATTIA CIARDI

ANDREA CORTI  – GIULIA DE GIORGIO  – ANDREA FANTINI  – MATTEO MAZZA

regia MARCO BARTOLINI

Giovani rampanti, intraprendenti. Lauree col massimo dei voti. Futuri di carriere brillanti. Disposti a tutto pur di spiccare fra i loro pari, pur di apparire vincenti. Ma non andrà come previsto.
Il colloquio di lavoro si trasforma in una ordalia. Ipocrisie, arrivismo, violenza.
Una commedia imprevedibile, divertente e profondamente amara che taglia come un bisturi e mette a nudo le assurdità di un mondo del lavoro che è oggi, ora, in questo momento.

Venerdì 3 Novembre ore 20.45

Sabato 4 Novembre ore 20.45

Domenica 5 Novembre ore 16.45

Giovedì 9 Novembre ore 20.45

Venerdì 10 Novembre ore 20.45

Sabato 11 Novembre ore 20.45

Domenica 12 Novembre  ore 16.45

TEATRO DI CESTELLO – CdG

presentano

Al calar del sipario

di

Noel Coward

con

PATRICIA BETTINI – LAURA CESARINI  – SABRINA CINI – AGNESE DI CAMILLO

 LAURA FRULLINI – MARCO GIACHI – MANUELA MACCIANTELLI – PATRIZIA MANES

PIERA MATTEINI – MARIANNA MINIO – ANTONELLO MINNEI – DEBORA PETRACCHI 

 ANNALISA SANTONI – MIMMA SPAGNA

scene e costumi  Marcello Ancillotti

adattamento e regia MARCELLO ANCILLOTTI

Due vecchie attrici che non si rivolgono la parola da tantissimi anni si ritrovano a vivere assieme, in compagnia di altre attrici, in una casa di riposo per artiste nelle campagne inglesi. Una convivenza forzata che segna, con i vari caratteri delle ospiti della casa, sia dolci che severi, financo bizzarri, il passare del tempo. Un tramonto contrassegnato da piccoli avvenimenti, incidenti e ore serene, filtrati dalla scrittura sentimentale di Coward, che ci fa riflettere, spesso sorridendo, sulla caducità della vita

Giovedì 16 Novembre ore 20.45

Giovedì 23 Novembre ore 20.45

Venerdì 24 Novembre ore 20.45

Sabato 25 Novembre ore 20.45

Martedì 28 Novembre  ore 16.45

CANTIERE OBRAZ

presenta

IL RESPIRO DEL PUBBLICO – FESTIVAL 2023”

a cura di Cantiere Obraz, realizzato grazie al contributo della Fondazione CR Firenze –
Dal 9 novembre al 28 novembre

Il RESPIRO DEL PUBBLICO FESTIVAL 23 é un progetto che muove i suoi passi da una linea di ricerca artistica intrapresa dalla compagnia Cantiere Obraz sul rapporto fra attore e spettatore.

Quest’anno alla sua seconda edizione, il Festival si struttura a partire dalla formazione con la Scuola di Critica Teatrale per Adolescenti “I Ciuchi Mannari”, in un percorso gratuito per i ragazzi dai 14 ai 25 anni, con un programma didattico che vedrà l’intervento di critici e drammaturghi del panorama nazionale, per acquisire non solo gli strumenti del “fare” ma anche del “vedere” il teatro.

Il Festival prenderà così vita coinvolgendo i Giovani Critici e tutto il pubblico, nel cartellone de IL RESPIRO DEL PUBBLICO FESTIVAL 23: otto spettacoli con compagnie e attori della scena nazionale, che andranno in scena tra il Teatro di Cestello e alcuni luoghi non convenzionali dell’Oltrarno.

Giovedì 16 Novembre ore 20.45

 MACONDO

di 

Silvia Mercuriali

con

SUSANNA DALCIELO – MARCO NARDINI – GEMMA BROCKIS

   ANDREA FOA – FABRIZIO MATTEINI – SILVIA MERCURIALI

STELLA – PECOLLO

Colonna sonora: Tommaso Perego

Video Designer: Susanne Dietz

Supporto drammaturgico: Gemma Brockis

Art work: Peter Arnold

Disegno Luci: Kristina Hjelm

Sound engineer: Michele Panegrossi 

regia SILVIA MERCURIALI

Tratto da Cent’Anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez, MACONDO è una celebrazione dell’agire collettivo. Coniugando la tecnica dell’Autoteatro con un sound design binaurale e un testo poetico, lo spettacolo crea un’esperienza teatrale unica ed irripetibile. Gli spettatori, guidati da tracce audio personalizzate, si trovano immersi in un mondo al tempo stesso fittizio e reale, in cui la storia si svela attraverso il loro proprio agire.

Ti ricordi la trama?

La ruota della fortuna si è messa in moto e solo il Matto crede di poterla fermare. 

Si tuffa di testa verso gli abissi. 

L’Eremita, il Sole e la Morte sono già state pescate dal mazzo.

Il Mago sta a guardare, mentre l’Impiccato dorme, come i gatti…

con un occhio aperto.

MACONDO prende vita per 50 minuti su un palco vuoto, assumendo la forma del pubblico che lo popola di volta in volta, guidato da un destino inesorabile

Giovedì 23 Novembre ore 20.45

B.E.A.T teatro e Nuovo Teatro Sanità

presentano

LA VACCA

finalista del Festival Inventaria 2023

di

Elvira Buonocore

con

VINCENZO ANTONUCCI – ANNA DE STEFANO – GENNARO MARESCA

Costumi: Rachele Nuzzo

Tecnico audio/luci: Mario Ascione 

Aiuto regia: Roberta De Pasquale

regia GENNARO MARESCA

Vincitore dei Premi Voci dell’Anima 2021 al Teatro della Centena di Rimini: Premio della critica (ex-aequo), Premio della stampa, Premio sezione teatro, Premio Confine-Corpo
Vincitore del Premio “Per fare il teatro che ho sognato”. Per-formare il Sociale – Il Dipartimento SARAS, Sapienza Università di Roma per il bando Presente Futuro 2021
Vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti XIII Edizione. (Premio giuria tecnica e popolare)  

Estate torrida in un’imprecisata periferia napoletana. Una terra apatica e schifa, annientata da una volontà di potenza e sviluppo industriale che non conosce legami né bisogni. Qui due fratelli giovanissimi, Donata e Mimmo, vivono un’esistenza piccola e quasi incosciente, ignota agli adulti. Schiacciati dall’indifferenza su un eterno grigiore, i corpi sembrano spenti. Non arde una passione.

Eppure, qualcosa accade. Donata rompe il quadro grigio della propria adolescenza semplicemente guardandosi. L’inadeguatezza delle sue forme piccole, di quel seno mai sbocciato e tanto voluto, pongono al centro della scena qualcosa che prima era assente: il desiderio. Fonte inestimabile di eventi è il desiderio, che esplode con l’arrivo di Elia, un uomo misterioso, per il quale Donata cova una passione crescente. Luminosa.

Così innescata, la meccanica del desiderio non si può più fermare. Le aspettative dei personaggi, adesso visibili, viaggeranno da sole, mescolandosi tra loro e intimandosi le une con le altre di fare ciò che vogliono. Con delicatezza, con prepotenza.

Una favola neorealista. Una storia in cui, per eccesso di realtà, la fiaba esplode inevitabile. Costruita su una serie di tentativi, La vacca racconta il desiderio e la sua fragile, radicale esistenza fuori dalle logiche del benessere e del potere. Una storia d’amore e di animali i cui corpi, stando al mondo, sono pronti al saccheggio.

Venerdì 24 Novembre ore 20.45

Giuseppina Di Gesaro & KanterStrasse

presentano

 BE MY GUEST

 scritto, diretto e interpretato da

 MONIA BALDINI

Supervisione artistica: Giovanni Fusetti

Lo spettacolo inizia con un prologo e sulla soglia, in platea, in attesa dell’arrivo dei suoi ospiti, troviamo la presentatrice dello spettacolo, l’accattivante e spudorata Nina Divina. Attraverso il suo imprevedibile e sofisticato umorismo Nina Divina crea uno spazio di gioia e leggerezza incoraggiando gli spettatori a lasciarsi andare e a stare al gioco. È la padrona di casa che attende gli ospiti, che li prepara e li guida spingendoli a distruggere la terribile quarta parete ed entrare in una dimensione performativa di partecipazione e condivisione. Ed ecco che dalla scena iniziano ad arrivare gli ospiti, le spinte creative si materializzano in ruoli ben definiti che hanno un corpo, una voce, una partitura gestuale e contenuti precisi. L ‘Attrice Tragica, in connessione profonda con le Muse del teatro greco, alla ricerca disperata della catarsi tragica, che cerca sempre di morire continuamente e nel modo più drammatico possibile. Incontriamo anche Venere che ha un bisogno disperato di essere amata e accettata dal pubblico e che per questo non smette mai di sedurre e cantare canzoni d’amore. Arriva anche l’Artista colta e informata che vuole fare Arte universale e di rilievo ma che, ahinoi, qualche volta si prende un po’ troppo sul serio. Poi c’è la Bestia: una creatura selvaggia e indomabile che vive seguendo la grande missione di liberare il pubblico dalle buone maniere e dalla falsità delle belle paroline, li vuole animare, sconvolgere e aiutarli a riconnettersi con la loro natura animale. E infine, in un angolino nascosto dell’anima c’è anche Me Stessa una creatura innocente che vuole raccontare la mia storia personale, le difficoltà intime di lavorare nel sistema teatrale, la fatica di guadagnare e di sopravvivere e che cosa vuol dire essere donna e madre, insomma di quanto sia complicato essere me.

Sabato 25 Novembre ore 20.45

Catalyst

presenta

NON VORREI PARLAR D’AMORE

 scritto, diretto e interpretato da

RICCARDO ROMBI

Amore si siede in poltrona. Sì è proprio lui, il Dio antico, Eros, Cupido, Amore, con l’Arco e con le frecce. Ma non è il bambino svolazzante del mito. Amore è un uomo, un Dio arrabbiato, stanco e deluso del tempo in cui si ritrova. Dov’è finito quel gioioso mulinare delle passioni, delle idee, dei sentimenti puri e intensi? Che mondo è questo in cui viviamo nel quale spadroneggia un sentimentalismo indistinto e in cui appare sempre più lontana l’originale e sacra idea di Amore, ormai umiliata e ridotta a mera merce di consumo?

E’ proprio lui, Amore che parla invocato da chi alle sue pene attribuisce un’insostenibile sofferenza. Ineffabile, a chi è in cerca di soluzioni, racconta se stesso.
Racconta l’abuso sentimentale, la semplificazione e la banalizzazione di ogni emozione. Parla a un mortale che cerca risposte ai suoi travagli e dall’alto del suo Olimpo terreno, osserva e racconta i nostri tempi, la mancanza di orizzonti, l’apatia che rischia di attanagliarci.
Un’idea di Amore sempre più lontana dall’ipotesi di libertà incondizionata, di possibilità unica di investigare la mente di altri esseri umani, di penetrare nei meandri onirici, di immergersi nell’altro per rinnovarsi. Uno svelare e uno svelarsi della fragile natura umana, a tratti doloroso, a tratti ironico. Ma tuttavia anche questo è Amare, cercare e cercarsi.

Martedì 28 Novembre ore 20.45

Sotterraneo

presenta

SHAKESPEAROLOGY

di

Daniele Villa

con

WOODY NERI

luci: Marco Santambrogio

costumi: Laura Dondoli

sound design: Mattia Tuliozi

tecnica: Monica Bosso

concept e regia SOTTERRANEO

È da un po’ di tempo che volevamo usare il teatro per incontrare Sir William Shakespeare in carne-e-ossa e fare due chiacchiere con lui sulla sua biografia, su cosa è stato fatto delle sue opere, su più di 400 anni della sua storia post-mortem dentro e fuori dalla scena. Shakespearology è un one-man-show, una biografia, un catalogo di materiali shakespeariani più o meno pop, un pezzo teatrale ibrido che dà voce al Bardo in persona e cerca di rovesciare i ruoli abituali: dopo secoli passati a interrogare la sua vita e le sue opere, finalmente è lui che dice la sua, interrogando il pubblico del nostro tempo.

sostegno  Regione Toscana, Mibact

residenze artistiche Centrale Fies_art work space, CapoTrave/Kilowatt, Tram – Attodue, Associazione teatrale Pistoiese

Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, è residente presso Associazione Teatrale Pistoiese ed è artista associato al Piccolo Teatro di Milano

Venerdì 17 Novembre ore 20.45

PAZZA MEDEA

di

Roberto Riviello

con

LAURA CIONI

Amedeo Tesi – clarinetto

costumi  Maison 39 

light design  Giacomo Cassetta e Alice Magnolfi

regia ROBERTO RIVIELLO

Il testo di Pazza Medea, scritto nel 2022, è stato recentemente pubblicato nell’antologia “Le immaginate” a cura del Gruppo Scrittori Fiorentini, dedicata ai personaggi femminili della letteratura.

Essendo strutturato non in forma narrativa bensì drammaturgica, l’autore Roberto Riviello ha poi deciso di metterlo in scena con l’attrice e psicoterapeuta Laura Cioni e il clarinettista Amedeo Tesi.

Nella presentazione del testo, Riviello spiega che la sua non è una ripresa della tragedia di Euripide; ma si tratta di una Medea “post-moderna”, nel senso che, pur rispettando la trama mitologica originaria a partire dall’amore tra Giasone e la maga della Colchide, la protagonista viene trasportata dentro una struttura psichiatrica, in un presente che non è storicamente definito. Qui Medea, che ha rimosso il terribile omicidio commesso, cerca invano di scrivere la sua storia, così come le viene suggerito da un giovane psichiatra.

Sabato 18 Novembre ore 20.45

Domenica 19 Novembre  ore 16.45

 

FOXTROT GOLF e GENTA ROSSELLI

presentano

Le relazioni pericolose

di

Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos

con

CORINNE CLERY – FRANCESCO BRANCHETTI

Isabella Giannone – Claudia Tortora  – Elisa Forte  – Paolo Sangiorgio

musiche originali Pino Cangialosi

regia FRANCESCO BRANCHETTI

Uno spettacolo di particolare intensità e attualità, sulla natura dei rapporti di potere in cui si sovrappongono intrighi, gelosie, passioni, dove la ricerca del dominio incontrastato ottenuto con ogni mezzo, e ad ogni prezzo portano verso l’autodistruzione.
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo epistolare dell’autore settecentesco a suo tempo celebre per lo scandalo generato dalla pubblicazione di questo libro, oggi considerato un classico della letteratura grazie alle sue riflessioni argute e amare sulla natura dei rapporti di potere, sulla volontà di potenza che si rivela alla fine fallimentare.

Nella presente riduzione la vicenda viene narrata attraverso le lettere di quattro personaggi: la Marchesa di Merteuil, il Visconte di Valmont, la Presidentessa Madame de Tourvel e Cecile Volanges, e, i primi due, amanti libertini appartenenti alla nobiltà francese del XVIII secolo, giocano con i sentimenti, con il sesso, per sperimentare dolore e piacere, fino ad arrivare all’ autodistruzione. Intrighi, gelosie, passione, eros, si mescolano in una continua sfida per affermare il proprio ego, nella quale il burattinaio consapevolmente o inconsapevolmente, seguendo la scia della passione, diventa a sua volta burattino. Ma chi è il burattinaio? La Marchesa di Merteuil, donna emancipata per il suo tempo, che dichiara di preferire il sapere al piacere, e che tutto si può fingere, anche l’amore, si destreggia nel suo gioco delle parti grazie alla sua tagliente ironia, ma alla fine non riesce a nascondere che tutto questo ballo di sentimenti non è altro che un gioco ideato da persone ciniche e spietate, senza più ideali né valori, per scampare dalla noia.

Il Visconte di Valmont consigliato e spinto, ma potremmo dire, manovrato dalla marchesa di Merteuil decide di sedurre la giovane Cécile, promessa sposa di Gercourt, mentre contemporaneamente per sfida e con cinismo cerca di conquistare la casta e moglie devota Madame de Tourvel,
Non lo fa per amore, ma come Casanova, solo per il piacere di collezionare conquiste, perché l’amore è cosa da servette e chi ci casca va disprezzato e deriso. Ma in questo continuo gioco di schermaglie amorose e sentimentali, alla fine, è più emancipata una donna cinica e libertina come la Marchesa, che non riesce a lasciarsi andare a sentimentalismi, o Madame de Tourvel che si lascia corteggiare ma alla fine…?

È il ritratto di un’epoca, con le sue trappole e paure, il ritratto di personaggi affascinanti e crudeli, fidenti e amorosi, ma soprattutto clamorosamente teatrali. Scritto nel 1782, il romanzo di Choderlos de Laclos (generale, scrittore, giacobino, segretario governativo per Danton) è un’opera capace di danzare con la Storia, con le arti e con tutti i poteri che si sono avvicendati in quel secolo straordinario. Un’opera che si rivela profondamente attuale anche più di duecento anni dopo. Segreti, intrighi e strategie, dove balenano verità sempre diverse, velate e disvelate dalle armi dell’intelligenza e dell’ironia più amara.
Ma è possibile condurre un gioco di amore ed erotismo tanto intrigante senza venirne coinvolti? Alla fine chi uscirà vittorioso da questa trama di sensi? Le vie dell’amore sono imperscrutabili.

La regia ha l’intento di restituire al testo la straordinaria capacità, di parlare, di evocare, di “far apparire” un mondo di passioni estreme, di paure, di incubi, di umane debolezze, di solitudine, di lotta disperata per la propria dignità, di pulsioni, di eros, di violenza, in cui tutti noi finiremo per trovare, il nostro presente più dilaniato, il nostro oggi cosi travagliato, sia che si parli di rapporti umani, che di guerre, che di lotta per il potere. Le musiche e le luci daranno un apporto fondamentale in questo viaggio nelle relazioni umane.

Giovedì 30 Novembre ore 20.45

ODEIA TEATRO e TEATRO di CESTELLO CdG

presentano

Madama Butterfly

Nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del Centenario della morte di Giacomo Puccini (2024) un ciclo di serate distribuite nell’arco dell’Anno Pucciniano (fine 2023 e tutto il 2024) riguardanti opere (teatrali, di narrativa e di poesia) che ispirarono il Maestro e i suoi librettisti per la composizione delle loro opere (musiche e libretti) e che saranno riproposte in forma di lettura scenica o drammatizzata a più voci

Come molti sanno, l’idea di Butterfly venne a Puccini a Londra, quando assistette al Duke of York Theatre di Londra, nel giugno 1900, alla tragedia in un atto Madame Butterfly di David Belasco. Questa, a sua volta, era stata tratta da un racconto dell’ americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898. Rispetto al racconto, Belasco, da teatrante qual era, non dette al suo lavoro il lieto fine che era nel testo letterario, ma fece terminare il dramma con il suicidio della protagonista. Ma in realtà, esisteva, a quell’epoca un altro scritto. Un ufficiale francese, Luis-Marie-Julien Viaud, scrisse nel 1887, con lo pseudonimo di Pierre Loti, un libro intitolato madame Crisantemo. Era questo testo il resoconto del suo matrimonio temporaneo contratto in Giappone, quando, giovane ufficiale della marina francese, partecipò a una missione in quel paese. Il Giappone aveva abbandonato la sua chiusura verso tutti gli altri stati, nel 1869, alla caduta dello shogunato. Ma l’apertura verso altri paesi aveva trovato il Giappone in forte  difficoltà economica. Fu così che i Nakodo professionisti, i sensali di matrimoni, inventarono il matrimonio temporaneo. Offrivano cioè agli occidentali che dovevano restare per un periodo più o meno lungo in Giappone un matrimonio con una giovane, in genere di basso ceto, in cambio di una dote da versare alla ragazza. Questo evitava agli stranieri la frequentazione di bordelli e la ricerca di una amante. E dava a ragazze di scarsi mezzi la possibilità di guadagnare molto denaro (per i parametri giapponesi di allora). Alla partenza del marito, dopo il divorzio, le ragazze sposavano un uomo della propria condizione sociale, e con i soldi ricevuti per la dote, mettevano su una piccola impresa. Nella nostra lettura abbiamo unito il testo di Pierre Loti, Madama Crisantemo, per descrivere la smania e l’incoscienza di un giovane ufficiale deciso a contrarre un tale matrimonio, il romanzo breve Madam Butterfly di John Luther Long per descrivere le diverse situazioni che in lettura non è possibile evidenziare e il dramma di David Belasco per i dialoghi.

Sabato 2 Dicembre ore 20.45

Domenica 3 Dicembre ore 16.45

PROGETTO GOLDSTEIN

presenta

Donna Bisodia e i Santi inventati

Burla seicentesca tra santi e canti a dispetto e a rispetto

di

Patrizia La Fonte

con

PATRIZIA LA FONTE( Monna Detta )

GIUSEPPE PALASCIANO ( abate Guilberto ) 

UGO GALASSO ( flauti )

ricerca musicale e musiche di Stefano Gragnani 

consulenza per il canto Gabriella Aiello

costumi Sartoria Bàste

regia PATRIZIA LA FONTE

Storie, novelle, rispetti e dispetti tra una vedova benestante e un abate laico in uno scorcio toscano del Seicento. In mezzo a battibecchi, canzoni, fila-strocche e proverbi l’abate Guilberto cerca di dissuadere la credulona Monna Detta dalla devozione verso santi mai esistiti.
Le rivela, prove alla mano, la vera storia di Donna Bisodia, santa molto venerata nelle campagne ma nata da uno svarione sul latino del Pater noster, come si narra in una novella di Franco Sacchetti, vissuto nella Firenze del basso medioevo. Non sarà facile distogliere Monna Detta dai santi inventati o dalle infallibili filastrocche contro i malanni: ci vorranno pazienza e canzoni. Chissà che alla fine poi l’abate non riesca a conquistare la dama e offrire a se stesso una confortevole residenza in una bella villa circondata da ricchi poderi?

Venerdì 8 Dicembre ore 20.45

Sabato 9 Dicembre ore 20.45

Domenica 10 Dicembre ore 16.45

TEATRO A MANOVELLA

presenta

La voce degli altri

di

Leonardo Venturi

con

GIORGIA TOMASI – ROBERTO CACCAVO – GIULIO MAYER

regia MASSIMO ALI’

Uno studio di doppiaggio degli anni novanta a Roma. Non un posto dove nascono i sogni, ma dove i sogni vengono trattati e lavorati per essere accessibili a tutti. In questo non luogo si incontrano tre persone: un uomo, una donna e una voce. Sono lì per doppiare un cartone animato. L’uomo, Angelo, è uno stimato nel suo mestiere, dopo anni di onesta professione vorrebbe definitivamente sfondare per essere ricordato. Ed essere ricordato, citato, amato è in fondo la sua ossessione. La donna, Susanna, è un’attrice teatrale prestata al doppiaggio, una donna intelligente e acuta che si dedica anima e corpo al proprio lavoro. La voce è quella di Walter, direttore del doppiaggio, che sta in regia e non si vede mai, dirige la baracca e i burattini, detta i tempi del lavoro e delle pause, unisce e divide i suoi doppiatori a suo piacimento, come un ironico, piccolo Dio minore. Il cartone animato parla di una fattoria: c’è il Bue Alvaro interpretato da Angelo e c’è la Tartaruga Camilla interpretata da Susanna. Un solo, piccolo problema: Angelo e Susanna anni prima erano fidanzati. Non si sono lasciati bene, tutt’altro. Non sapevano che si sarebbero ritrovati proprio oggi uno di fronte all’altra a dover destreggiarsi tra un doppiaggio assurdo e piccole grandi ruggini che cominciano a uscire fuori man mano che il lavoro va avanti. La battaglia è su due fronti: professionale e umano e l’esito non è affatto scontato. Walter farà da arbitro, lasciando o non lasciando spazio di manovra ai due contendenti. La voce degli altri si inserisce nella vena della commedia italiana di stile classico e un po’ retrò: laddove si ride c’è comunque da aspettarsi un retrogusto amaro.

Giovedì 14 Dicembre ore 20.45

Venerdì 15 Dicembre ore 20.45

TEATRO DI CESTELLO – CdG

presentano

Il calapranzi

di

Harold Pinter

con

RAFFAELE TOTARO – LEONARDO VENTURI

regia ALESSANDRO GRISOLINI

l’ Opera teatrale forse  più nota di Harold Pinter, mischia sarcasmo, umorismo e tragedia. Gus e Ben sono  due sicari professionisti che attendono istruzioni da un misterioso capo, che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi, dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi. Non conoscono la loro vittima, sanno solo che prima o poi entrerà dalla porta dello scantinato dove sono chiusi e loro dovranno ucciderla.

Sabato 16 Dicembre ore 20.45

Domenica 17 Dicembre ore 16.45

ALTROVE TEATRO

presenta

E la musica va…

di 

Marco Predieri

con

DONATELLA ALAMPRESE – MARCO PREDIERI

Marco Giacomini – chitarra

Roberto Biondi – tastiere

Amedeo Ronga – contrabbasso

Andrea Golini – batteria

regia MARCO PREDIERI

Un vecchio night club, testimone di storie di vita, di incontri, di speranze realizzate o disilluse. Un locale destinato a chiudere, con la scomparsa di Sam (non si chiamava così, ma il suo vero nome ormai … non se lo ricordava più quasi neppure lui) per lasciare spazio alla contemporaneità. Ma tra quei tavolini ora orfani ancora risuonano tutte le notte che hanno fatto da colonna sonora ai loro avventori e alle relative esperienze e avventure. Se tutto dunque può finisce non può finire la musica … lei va … comunque avanti. Ma chi saranno i protagonisti di un confronto che potrebbe, chissà, cambiare le sorti del vecchio Club?

Venerdì 22 Dicembre ore 20.45

Sabato 23 Dicembre ore 20.45

Domenica 24 Dicembre ore 15.30

Martedì 26 Dicembre ore 16.45

TEATRO DI CESTELLO – CdG

presentano

Il Canto di Natale

da

Charles Dickens

con

Franco Bassetti – Sergio Biagini – Sveva Bicchielli – Duccio Cirri – Silvia Forni – Laura Frullini 

Lorenzo Longo – Andrea Yuki Parigi – Leonardo Previero – Ilda Rosati – Mimma Spagna 

Emma Verdolino

 con la partecipazione straordinaria del piccolo River Forni Von Stoddard

scene e costumi Cecilia Micolano e Marcello Ancillotti

regia MARCELLO ANCILLOTTI

Immancabile ritorno nel periodo delle feste, l’intramontabile “Canto di Natale” di Charles Dickens, in una messa in scena fiabesca che è già un consolidato successo. La storia dell’avaro Ebenezer Scrooge, usuraio nella Londra di metà ottocento,  e della sua conversione da spietato finanziere a benefattore ricolmo di spirito natalizio, rivive nella lettura colorata e ricca di scenografie e costumi proposta da Marcello Ancillotti. Un allestimento che ricostruisce le atmosfere del romanzo su di un palco mutevole, che svuotato dei tradizionali allestimenti richiama il gioco del teatro viaggiante. Tra fondali dipinti e carri in movimento, compaiono tutti  i personaggi della storia, il banco di cambio e usura di Scrooge, con il fedele Bob Cratchitt, il salotto e la camera da letto del vecchio, dove gli faranno visita i quattro fantasmi, la strada con le botteghe, la casa del nipote di Ebenezer, il cimitero …  

Sabato 30 Dicembre ore 20.45

Domenica 31 Dicembre ore 22.00

Lunedì 1 Gennaio ore 16.45

Giovedì 4 Gennaio ore 20.45

Venerdì 5 Gennaio ore 20.45

Sabato 6 Gennaio ore 20.45

Domenica 7 Gennaio ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano

Addio al nubilato

di

Stefania Mancini

regia CONCETTA LOMBARDO

Noemi è una madre vecchio stampo ma anche pragmatica che finalmente sta per vedere realizzato il suo sogno: la figlia Luciana – ancora in casa oltre i limiti , secondo lei – sta per sposarsi, con relativa improvvida organizzazione dell’ addio al nubilato da parte delle fide amiche del cuore. Grosso neo nella vita di Noemi – e non solo- la madre vedova dello sposo figura terrificante che minaccia la pace della famiglia dopo il matrimonio. La festa sarà un’ulteriore occasione di sconvolgimenti familiari ma quello che deve essere destino si compirà. una storia esilarante che potrebbe anche accadere a qualcuno di voi…

Venerdì 5 Gennaio ore 15.30

Sabato 6 Gennaio ore 15.30

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano

La novella della Befana e dell’Orco Puzzone

novella popolare toscana

adattamento e regia ELENA BAISTROCCHI

C’erano una volta il babbo e la mamma di Buchettino che, non riuscendo a trovare il figliolo, pregarono il Re e la Regina di aiutarli. I genitori temevano che Buchettino fosse finito nel pentolone dell’Orco Puzzone. Sentita questa storia, la regina convocò subito la Befana e la sua sorellina. Le Befane, a capo del corteo regale, si diressero alla casa dell’Orco puzzone e della moglie altrettanto puzzona, seguendo le tracce odorose nel bosco. E giunti alla loro tana le befane assieme ai reali, al babbo e alla mamma dettero una bella lavata di capo agli orchi (che ne avevano proprio bisogno) e riportarono la felicità nella famiglia di Buchettino. Vuoi sapere come fecero? Allora vieni con noi nel bosco del Teatro di Cestello e lo scoprirai!

Venerdì 12 Gennaio ore 20.45

Sabato13 Gennaio ore 20.45

Domenica14 Gennaio ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano

Filumena Marturano

di 

Eduardo De Filippo

con

 ANTONELLA ALBANESI – BRUNO MARESCA – SILVANA CAROTENUTO 

UGO MARMO – ANNAFLORA DORIANO – ROSARIA MUSELLA 

MARIO DE VIVO – MATTIA SCIBETTA – CIRO DONADIO 

ANTONELLO MINNEI – GIOVANNI COTUGNO

regia BRUNO MARESCA

L’idea di Filumena Marturano, per bocca dello stesso autore, nacque dalla lettura di una notizia di cronaca napoletana. Una donna, che conviveva con un uomo senza esserne la moglie, era riuscita a farsi sposare soltanto fingendosi moribonda. Questo era il fatterello piccante, ma minuscolo, dal quale Eduardo trasse la vicenda ben più vasta e commovente di Filumena, che egli definiva “la più cara delle sue creature”.
Filumena vuole a tutti i costi quella famiglia che non ha conosciuto nell’infanzia (“ci coricavamo senza dirci buonanotte e ci svegliavamo senza dirci buongiorno”) e che non ha ritrovato neppure nella sua vita da adolescente (spinta alla prostituzione “perché non c’era da mangiare”) e da adulta (divenuta amante del ricco pasticciere Domenico Soriano).

Ha avuto tre figli perché ha rifiutato “di togliersi il pensiero”, come le consigliavano le amiche, e perciò vuole essere riconosciuta come moglie e come madre.
Filumena, al pari di altri personaggi, è analfabeta e dovrebbe, perciò, esprimersi in stretto napoletano ma la presentazione al pubblico fiorentino mi ha imposto di operare una sia pur moderata pulizia del testo perché lo spettatore non si sforzi troppo a comprenderne il significato.

Giovedì 18 Gennaio ore 20.45

 

ODEIA TEATRO e TEATRO di CESTELLO CdG

presentano

Il Tabarro

Nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del Centenario della morte di Giacomo Puccini (2024) un ciclo di serate distribuite nell’arco dell’Anno Pucciniano (fine 2023 e tutto il 2024) riguardanti opere (teatrali, di narrativa e di poesia) che ispirarono il Maestro e i suoi librettisti per la composizione delle loro opere (musiche e libretti) e che saranno riproposte in forma di lettura scenica o drammatizzata a più voci

Venerdì 19 Gennaio ore 20.45

 

 

 LISETTA LUCHINI e GIOVANNI LEPRI

in collaborazione con

Teatro di Cestello CdG

presentano

Alfabeto Fiorentino

Marta Marini mandolino

Alessandro Morettifisarmonica

con la partecipazione straordinaria di

Elena Baistrocchi e Cristiano Margheri

regia MARCELLO ANCILLOTTI

26 occasioni in ordine alfabetico per parlare, ridere, omaggiare e perche’ no, criticare Firenze, con la simpatia di Giovanni Lepri e la voce appassionata di Lisetta Luchini

Sabato 20 Gennaio ore 20.45

Domenica 21 Gennaio ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano

Esseri umani difettosi

con

MAURIZIO BARTOLI – CLAUDIA DEL FANTE – CLAUDIA GATTESCHI

CHRISTIAN LEONCINI – VITO MONTESANO

regia NICOLA MUSSO

Tutti (o quasi) sognano l’amore eterno. Ma le relazioni, si sa, sono fragili, rette a volte da compromessi e bugie. Già è difficile portarle avanti, ma quando si rompono gli equilibri, tutto può succedere. È allora che comincia il balletto di segreti inconfessabili, insoddisfazioni, sogni infranti, rancori incancreniti e improponibili rivalse

Si può andare avanti? Si può poi tornare indietro? Si possono superare cattiverie e vendette?

Un atto unico di caustica comicità in cui le coppie scoppiano in un gioco al massacro di tutti contro tutti

La “perbene” Sofia accorre alla richiesta d’aiuto della “cara” amica Gloria e nel loro confronto si delineano subito gli opposti caratteri fino ad arrivare ad una vera e propria resa dei conti tra le due amiche che assumerà toni sempre più concitati e pungenti, coinvolgendo i rispettivi e malcapitati mariti, in un susseguirsi di confessioni e battute al vetriolo. La spiazzante epilogo sarà inaspettato e tragicomico, ma indiscutibilmente (poco) rassicurante.

Una commedia appassionata tra comicità e dramma, sentimenti e risentimenti, ironia e sarcasmo. Uno spettacolo divertente e divertito che invita a ragionare sui legami e su quanta intelligenza ci sia spesso dietro una risata.

Giovedì 25 Gennaio ore 20.45

Le invasioni Fiorentine

 con

MIRCO DINAMO RUFILLI – FILIPPO GIOVANNELLI 

MAURIZIO PISTOLESI

regia SAMUEL OSMAN

Le invasioni Fiorentine sono un viaggio nelle tradizioni e nella storia di Firenze attraverso il vocabolario Fiorentino. 

Lo spettacolo è un percorso che, attraverso il filo conduttore delle parole Fiorentine famose e non, fa riscoprire, conoscere e ricordare tante parole che hanno fatto la storia della nostra città e che sono parte del vocabolario Italiano. 

Il viaggio è condotto da Mirco Dinamo Rufilli (consigliere comunale Promotore e valorizzatore delle Tradizioni Popolari e la Fiorentinità.) e Filippo Giovannelli (direttore del Corteo Storico Fiorentino)  che con la loro passione e conoscenza hanno trovato un modo diverso di promuovere un pezzo della città: Il vocabolario.

A completare lo spettacolo c’è la partecipazione di Maurizio Pistolesi, fiorentino doc, attore di teatro con decennale esperienza nei teatri Fiorentini nella parte dell’utilizzatore e Samuel Osmanche mette al servizio delle invasioni la sua grande esperienza di attore e tecnico.

Sabato 27 Gennaio ore 20.45

Domenica 28 Gennaio ore 16.45

Pipa e La Bilancia Produzioni

presentano

Il test

 di 

Jordi Vallejo 

traduzione di Piero Pasqua

con

ROBERTO CIUFOLI – BENEDICTA BOCCOLI 

SIMONE COLOMBARI – SARAH BIACCHI

regia ROBERTO CIUFOLI

“Le domande sono semplici; le risposte meno”. “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. Ecco “Il Test” che dà vita a questa esilarante e graffiante commedia che ha sbancato i botteghini spagnoli, da Barcellona a Madrid. Tutto lo spettacolo ruota intorno alle quattro S: soldi, sentimenti, sesso, successo. Un crescendo comico e drammatico, che porta alla luce il non detto, le aspirazioni, le colpe e le speranze dei quattro protagonisti.

Hèctor e Paula, una coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla? Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite, forse per sempre.

Mercoledì 7 Febbraio ore 20.45

CANTIERE OBRAZ e  CATALYST THEATRE COMPANY

presentano

L’ho inventato io. Antonio Meucci

drammaturgia:

Riccardo Rombi

con

PAOLO CIOTTI e ALESSANDRA COMANDUCCI

supervisione artistica Michela Cioni

oggetti e costumi Thomas Harris 

assistente alla produzione Antonella Longhitano

organizzazione Michela Cioni e Emilia Paternostro

 ufficio stampa Camilla Pieri

 

Antonio Meucci, nato nel 1808 nel quartiere di San Frediano, è uno dei molti fiorentini che, esportando il loro ingegno, hanno contribuito a rendere grande l’immagine di Firenze nel mondo.

Antonio Meucci era molte cose: sperimentatore ingegnoso e visionario, amante delle donne arrestato due volte per amore, studente all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, macchinista teatrale alla Pergola, carbonaro, scenografo al Teatro Nazionale di Cuba, imprenditore a New York, amico e socio di Garibaldi, nemico giurato di Alexander Graham Bell, ma soprattutto è l’inventore del telefono.

L’11 giugno 2002, a 113 anni dalla morte, Antonio Meucci è stato, finalmente, riconosciuto ufficialmente primo vero inventore del telefono dal Congresso degli Stati Uniti, che ha annullato il brevetto a nome di Alexander Graham Bell. A 20 anni da quella data, per celebrare questo riconoscimento, Riccardo Rombi scrive per gli attori di Cantiere Obraz un testo sulla vita di Meucci, vero genio fiorentino

Venerdì 9 Febbraio ore 20.45

Sabato 10 Febbraio ore 20.45

Domenica 11 Febbraio ore 16.45

LABORATORIO ARCA 

presenta

Funeral party

di

Dear Craig

con

ANDREA CORTI – IACOPO BIAGIONI – FULVIO FERRATI

CLAUDIA FOSSI – SIMONE PETRI – ANTONIO TIMPANO

   RAFFAELE TOTARO – DIANA VOLPE

regia SAMUEL OSMAN

Quando l’anziano padre muore, Giulio Bianciardi è costretto a fare i conti con la sua vita e a confrontarsi con una madre che forse non lo ha mai capito, un fratello che ha avuto più successo e fortuna di lui, con cugini e zii complicati e con uno strano tipo che dice di conoscere un segreto indicibile sul defunto genitore.

Una commedia degli equivoci divertente che fa riflettere e sorridere, scritta a quattro mani da Samuel Osman e Raffaele Totaro con Iacopo Biagioni, Andrea Corti, Fulvio Ferrati, Claudia Fossi, Simone Petri, Antonio Timpano, Raffaele Totaro, Diana Volpe, diretta da Samuel Osman, in cui niente è alla fine come sembra.

Giovedì 15 Febbraio ore 18.30

 

ODEIA TEATRO e TEATRO di CESTELLO CdG

presentano

La Fanciulla del West

Nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del Centenario della morte di Giacomo Puccini (2024) un ciclo di serate distribuite nell’arco dell’Anno Pucciniano (fine 2023 e tutto il 2024) riguardanti opere (teatrali, di narrativa e di poesia) che ispirarono il Maestro e i suoi librettisti per la composizione delle loro opere (musiche e libretti) e che saranno riproposte in forma di lettura scenica o drammatizzata a più voci

Venerdì 16 Febbraio ore 20.45

Sabato 17 Febbraio ore 20.45

Domenica 18 Febbraio ore 16.45

ALT ACADEMY PRODUZIONI

presenta con

Sempre fiori mai un fioraio!

omaggio a Paolo Poli

con 

PINO STRABIOLI

fisarmonica Marcello Fiorini

video Edoardo Paglione

“Sempre fiori mai un fioraio” è il titolo di un libro edito da Rizzoli. Poli si è raccontato a Strabioli durante una serie di pranzi trascorsi nello stesso ristorante, alla stessa ora nell’arco di due anni.
Da queste pagine nasce una serata dedicata al pensiero libero, all’irriverenza, alla profonda leggerezza di un genio che ha attraversato il novecento con la naturalezza, il coraggio, la sfrontatezza che lo hanno reso unico e irripetibile.
L’infanzia, gli amori, la guerra, la letteratura, pennellate di un’esistenza che resta un punto di riferimento non soltanto nella storia teatrale di questo paese.

Sabato 17 Febbraio ore 20.45

Domenica 18 Febbraio ore 16.45

ALTROVE TEATRO

presenta 

Il costruttore di valige

con 

MARCO PREDIERI

e

Giorgio Andolfatto

regia FRANCESCA NUNZI

Un camerino, rimasto vuoto, un attore … rimasto solo. Tante valigie da riempire e altrettante storie da raccontare o forse già parzialmente o interamente raccontate. “Il costruttore di valigie” è uno spettacolo avvolgente, anzi coinvolgente, che accompagna lo spettatore nel viaggio di un giovane, cioè … un tempo giovane, sognatore … con la vocazione per le assi del palcoscenico. Attraverso memorie, riflessioni incontri la scena si popola di caratteri, situazioni e immagini, tra le quali il protagonista talvolta si perde, imbattendosi nei diversi personaggi, che lo vengono a trovare, facendo capolino (in una forma assai originale) da quinte e tende. Si intrecciano così aneddoti del proprio vissuto a pagine tra le più belle della letteratura teatrale classica e su tutte quelle del Cyrano di Bergerac, una figura nella quale Marco stesso si rispecchia e che ha interpretato più volte. Lo spettacolo si fa così anche prospettiva nuova su un romanzo epico che fa innamorare, diverte … tra ironia poesia ed eroismo, offrendo originali visioni e considerazioni che arrivano dritte alla nostra contemporaneità, fino ai nostri giovani, che saranno i futuri costruttori di valigie, quelle ai quali l’attore oggi vuole dedicare le sue per proseguire il viaggio del Teatro. la regia fresca di Francesca Nunzi riempie lo spettacolo di comicità, sogno e pluralità di linguaggi. Dal maggio 2020 “Il Costruttore di valigie” viene replicato con costante successo sui palcoscenici italiani.

Sabato 24 Febbraio ore 20.45

Domenica 25 Febbraio ore 16.45

Teatro di Cestello – CdG

presenta

Sorelle fin da piccine

 di

Stefania Mancini e Maurizio Faggi

con

LAURA FRULLINI e LIVIA MICHI

Cherif Balde

e con la collaborazione di

Remo Masini

regia MAURIZIO FAGGI

“Due sorelle  di paese  animate da antichi rancori si affrontano in un ” ultimo duello”.  Tra uno stereotipo razzista e un idolatria da tv generalista le due danno vita a uno spettacolo triste ma anche esilarante.

Una storiaccia nera con un finale a sorpresa…”

Giovedì 29 Febbraio ore 20.45

TRACCE – Storie di popoli e persone

Dalla collaborazione tra Amnesty International, Associazione Progetto Arcobaleno, Cantiere Obraz  nasce una proposta teatrale strettamente legata a temi sociali e storici che stimolino un percorso di riflessione.
I temi trattati e le modalità di rappresentazione sono strettamente legati alla missione delle Associazioni: la difesa dei diritti umani, la valorizzazione della persona e della dignità umana, l’attenzione ai più fragili; il linguaggio narrativo vuole essere quello più diretto ed immediato del monologo attraverso il quale gli attori accompagneranno gli spettatori nella conoscenza più cruda e immediata delle vicende umane e storiche trattate.
Si parlerà di temi di portata più generale (quale ad esempio il fenomeno delle migrazioni cui sarà dedicato lo spettacolo di Daniela Morozzi e Tomaso Montanari) o legati e fenomeni storici che ci aprono a temi generali (quali ad esempio la lotta alle mafie attraverso la storia di padre Pino Puglisi raccontata da Christian Di Domenico e le brutalità della guerra attraverso la narrazione del genocidio di Srebrenica portata da Roberta Biagiarelli). 
In questo modo il teatro si rende strumento per avvicinare e sensibilizzare le persone non solo a temi centrali della nostra storia e della nostra società, ma anche alle realtà associative che vi operano, stimolando la riflessione e la partecipazione del pubblico.

BABELLA & C. progetti teatrali

presenta

Srebrenica

una storia d’assedio

di e con

ROBERTA BIAGIARELLI

maestro d’ispirazione Luca Rastello

regia SIMONA GONELLA

La testimonianza sul genocidio di Srebrenica ha debuttato nel 1998 e fino ad oggi è stata replicata per ben oltre 600 volte in Italia e all’estero (Sarajevo, Tuzla, tour in Spagna, Vienna, Svizzera, Svezia e Gerusalemme).

Il 19 febbraio 2019 il monologo è stato ospitato dal Parlamento Europeo a Bruxelles.

A Srebrenica è stata scritta una delle pagine più oscure del Novecento e anche da quel luogo occorre ripartire per ri-pensare l’Europa, per non cadere nell’errore di liquidare il conflitto balcanico come qualcosa di risolto e lontano nel tempo. Una lezione della memoria contro il pericolo dei nazionalismi, delle divisioni e delle manifestazioni di intolleranza.

Riconosciuto a livello internazionale come l’ultimo Genocidio compiuto nel cuore d’Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, Srebrenica non ha ancora visto una piena assunzione di responsabilità da parte dell’Europa per ciò che accadde in quel luogo 25 anni fa.

Il Memoriale delle vittime di Srebrenica a Potocari non è ancora un memoriale europeo: testimonia dolore e vergogna rispetto a ciò che è avvenuto e chiede che l’Europa si “ripensi” a partire dalla prospettiva di un nuovo umanesimo, tenendo fede a quei principi di fratellanza e solidarietà che ispirarono i padri fondatori a scrivere il Manifesto di Ventotene.

I fatti

Dopo tre lunghi anni di assedio intorno al 9 luglio 1995 l’armata serbo bosniaca attacca la sua Zona Protetta di Srebrenica e il territorio circostante. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo – bosniache guidate dal generale Ratko Mladic entrano nella cittadina bosniaca. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 8.372 civili di quella metà di luglio del 1995 è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima: una storia di Assedio.

Dicono: chi è sopravvissuto a Srebrenica non può dire di avere sentimenti in corpo, e chi non l’ha conosciuta non può dire di aver visto la guerra in Bosnia. È per questo che è importante raccontare l’assedio e la caduta di Srebrenica.

“Io sono nata in un paese davanti al mare…”, una donna torna bambina scrutando l’orizzonte dalla costa orientale dell’Italia. “Cosa c’è dall’altra parte?” si chiede.

Una domanda semplice, ma quella domanda non ce la siamo fatta, quando la risposta era una: dall’altra parte del mare c’era una terra e una guerra.

Un’attrice sola sul palco, per più di un’ora, diventa narratrice e protagonista di una storia dove la Ragion di Stato e gli Interessi di Politica Internazionale hanno giocato a Risiko con la vita di decine di migliaia di persone. Uno spettacolo | testimonianza che ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: Aggressori e Aggrediti.

 

Venerdì 1 Marzo ore 20.45

Le invasioni Fiorentine

 con

MIRCO DINAMO RUFILLI – FILIPPO GIOVANNELLI 

MAURIZIO PISTOLESI

regia SAMUEL OSMAN

Le invasioni Fiorentine sono un viaggio nelle tradizioni e nella storia di Firenze attraverso il vocabolario Fiorentino. 

Lo spettacolo è un percorso che, attraverso il filo conduttore delle parole Fiorentine famose e non, fa riscoprire, conoscere e ricordare tante parole che hanno fatto la storia della nostra città e che sono parte del vocabolario Italiano. 

Il viaggio è condotto da Mirco Dinamo Rufilli (consigliere comunale Promotore e valorizzatore delle Tradizioni Popolari e la Fiorentinità.) e Filippo Giovannelli (direttore del Corteo Storico Fiorentino)  che con la loro passione e conoscenza hanno trovato un modo diverso di promuovere un pezzo della città: Il vocabolario.

A completare lo spettacolo c’è la partecipazione di Maurizio Pistolesi, fiorentino doc, attore di teatro con decennale esperienza nei teatri Fiorentini nella parte dell’utilizzatore e Samuel Osmanche mette al servizio delle invasioni la sua grande esperienza di attore e tecnico.

Sabato 2 Marzo ore 20.45

Domenica 3 Marzo ore 16.45

ALT ACADEMY e COMPAGNIA  ATTORI&TECNICI

presentano

Il teorema della rana

di

N.L. White

con

SIMONE BALLETTI  – VIRGINIA BONACINI  – CHIARA BONOME

CHIARA DAVID  – LUCA FERRINI  – VALENTINA MARTINO GHIGLIA

ALBERTO MELONE – PAOLO ROCA REY

aiuto regia Guglielmo Lello

regia LUCA FERRINI

I tempi, purtroppo, sono quelli che sono, e per un gestore di teatro che non riesce più a fare cassa lo spettro del fallimento si avvicina di giorno in giorno. Ma che succede se questi trova il modo, assai lontano dalla legalità, per ottenere dal governo molti più sussidi di quelli previsti? E, domanda ancora più spinosa, che succede se poi si pente e per uscire dalla sua girandola di menzogne ed inganni decide di fare retromarcia? La risposta è: il caos! Caos che diventa vera e propria farsa dalla irresistibile comicità nell’ironizzare sul sistema sanitario e sui paradossi della nostra società che, purtroppo, vede molto spesso il denaro sprecato a favore di finti invalidi o disoccupati che truffano la sanità pubblica o la previdenza sociale, danneggiando chi di quel denaro avrebbe veramente bisogno. E’ una farsa che prende di mira quelle pratiche burocratiche spesso lente ed ingarbugliate, che mettono in secondo piano i reali bisogni della società, laddove la soluzione talvolta potrebbe essere davvero immediata e semplice. Si tratta di una pièce dai ritmi forsennati che tocca uno dei tempi più calzanti con l’attuale momento storico ed economico italiano : la necessità di aguzzare l’ingegno e campare a spese dello stato.

Giovedì 7 Marzo ore 20.45

Venerdì 8 Marzo ore 20.45

TEATRO di CESTELLO – CdG 

presentano

C’eravamo già incontrate?

scene e costumi Cecilia Micolano 

regia ELENA BAISTROCCHI

Sul palco del Teatro di Cestello otto donne si incontrano per sciogliere un dilemma che le accomuna. È strano, a prima vista, in una giornata qualunque, in un ufficio qualunque, assistere a certe requisitorie, ascoltare curiosi fraseggi, e scoprire tanto livore per questioni superate o, ancor più, mai esistite. Ma seguendo attentamente, si osserva emergere un sottobosco di donne del passato, del presente e immaginarie. Ognuna di loro, alla propria maniera e secondo la propria storia, apre un varco nell’anima della sua “ospite”. Sarà la donna di oggi, inizialmente stupita dalla magia che la abita, a scegliere di abbracciare la sua nuova compagna e diventare con lei una sola donna, ricca di storia, di fantasia e di forza del presente. Un improbabile intreccio di personaggi e storie prende vita sul palco dove “tutto è finto ma niente è falso” (cit. Gigi Proietti) perché le protagoniste sciolgano l’enigma e tornino, arricchite, ad una nuova quotidianità.

Sabato 9 Marzo ore 20.45

Domenica 10 Marzo ore 16.45

Venerdì 15 Marzo ore 20.45

Sabato 16 Marzo ore 20.45

Domenica 17 Marzo ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG 

presentano

Povero Piero

di

Achille Campanile

con

Maurizio Bartoli – Alessandro Benedetti – Romina Bonciani – Serena Carignola – Chiara Collacchioni     

Marco Giachi – Vincenzo Libone – Milena Mammato – Claudia Migliorini – Marianna Minio –  Luca Palmieri

Leonardo Previero – Silvia Santini – Antonio Timpano – Raffaele Totaro – LeonardoVenturi

scene e costumi: Marcello Ancillotti 

musiche originali: Manuele Marchi

regia IACOPO BIAGIONI

Povero Piero: da vivo scrittore misconosciuto, e da morto sballottato, trafugato, nascosto negli armadi dai suoi stessi parenti, ricoperto da valanghe di epitaffi, necrologi, addobbi vari, nonché dai pianti e dalle escandescenze di cognati, suoceri, cugini e nipoti, e dalle loro ipocrisie. Le sue ultime volontà prevedevano che della sua dipartita non si sapesse nulla fin dopo le esequie, ma la notizia – a quanto pare – è trapelata. Finché, forse per lo choc della morte, il povero Piero risuscita e poi rimuore davvero, portando il più assoluto scompiglio nel funerale dirottato già verso un altro defunto… La paradossale e sgangherata vicenda del protagonista offre ad Achille Campanile l’occasione per alcune serissime considerazioni e ipotesi non solo sull’assurdità dei comportamenti umani, ma anche su un tema delicato, e sul quale pochi hanno osato ridere, come quello della morte..

Giovedì 21 Marzo ore 20.45

SETTIMANA DELLA LEGALITA’

 

ON ART – inSCENA

presentano 

La partita non è ancora finita

di e con

MARCO MITTICA

musiche dal vivo Fabio Biaggi 

voce Chiara Bonfrisco

regia MATTEO BARTOLI

Il progetto è stato realizzato per ricordare le stragi del 1992. Stragi che hanno coinvolto in primis Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Eroi del nostro tempo che hanno perso la vita per difendere la libertà di tutta la nostra nazione non solo quella della terra Sicilia. La partita non è ancora finita è il racconto, attraverso la metafora calcistica, e attraversata dai ogni di un bambino, di come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino abbiano affrontato la partita contro la criminalità organizzata

La partita non è ancora finita è il racconto, attraverso la metafora calcistica, e attraversata dai ogni di un bambino, di come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino abbiano affrontato la partita contro la criminalità organizzata. È la necessità, attraverso l’intreccio tra le figure dei due giudici e la vita comune di un bambino che gioca al pallone con i suoi amici, di individuare nell’infanzia il terreno fertile in cui devono attecchire le regole del rispetto e dell’onestà. È il tentativo, attraverso un linguaggio semplice e il rimando al gioco del pallone, di far sentire vicine e comuni queste due figure che erano, si straordinarie, ma umane, e combattevano per diritti sacrosanti. Èl a speranza che, a trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, la partita non sia ancora finita Un percorso che parte nel 1985 quando i due giudici vennero portati d’urgenza sull’isola dell’Asinara, fino alla sentenza della Cassazione di quel terribile 1992. Un percorso pieno di vittorie e di “sgambetti” ricevuti dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Venerdì 22 Marzo ore 20.45

PIGOLIO DI STELLE

presenta 

Veleno per topi

di

Antonella Zucchini

Il vero problema che affligge la famiglia Lascialfari a prima vista potrebbe sembrare l’improvvisa e inarrestabile invasione di topi.
Ma l’acceso e inaspettato interesse nei confronti di quel barattolo di veleno acquistato all’uopo, dimostrerà, con un colpo di scena dopo l’altro, che non è propriamente così.

Sabato 23 Marzo ore 21.00

Domenica 24 Marzo ore 16.30

JENA VALENTIN

presenta 

Cena a sorpresa

Neil Simon

con

OLIVIA FONTANI – GIAELE PAOLETTI – BARBARA SCUDIERI

FULVIO FERRATI – GERARDO GIORGI – FRANCESCO FALSETTINI

Scenografie: Samuele Batistoni
Costumi: Fiamma Mariscotti
Progetto luci e audio: Daniele Nocciolini 

regia ROBERTO CACINI

“Cena a sorpresa” è una commedia che si svolge in un ristorante elegante di Parigi. La trama si concentra su sei personaggi che si ritrovano a cena senza sapere esattamente il motivo per cui sono stati invitati. Tutti i presenti hanno in comune il fatto di essere stati divorziati e di aver ricevuto un misterioso invito da un benefattore sconosciuto.
Man mano che la cena si svolge, emergono tensioni e dinamiche complesse tra i personaggi. I dialoghi si svolgono in modo vivace e spesso comico, mentre emergono segreti, rancori e rimpianti legati ai loro matrimoni falliti.
In sintesi, “Cena a sorpresa” è una commedia che esplora temi di relazioni passate, del dolore legato ai rimpianti e la possibilità di superare le difficoltà emotive.

Domenica 24 Marzo ore 10.30

 

ODEIA TEATRO e TEATRO di CESTELLO CdG

presentano

Turandot

Nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del Centenario della morte di Giacomo Puccini (2024) un ciclo di serate distribuite nell’arco dell’Anno Pucciniano (fine 2023 e tutto il 2024) riguardanti opere (teatrali, di narrativa e di poesia) che ispirarono il Maestro e i suoi librettisti per la composizione delle loro opere (musiche e libretti) e che saranno riproposte in forma di lettura scenica o drammatizzata a più voci

Giovedì 28 Marzo ore 20.45

TRACCE – Storie di popoli e persone

Dalla collaborazione tra Amnesty International, Associazione Progetto Arcobaleno, Cantiere Obraz nasce una proposta teatrale strettamente legata a temi sociali e storici che stimolino un percorso di riflessione.
I temi trattati e le modalità di rappresentazione sono strettamente legati alla missione delle Associazioni: la difesa dei diritti umani, la valorizzazione della persona e della dignità umana, l’attenzione ai più fragili; il linguaggio narrativo vuole essere quello più diretto ed immediato del monologo attraverso il quale gli attori accompagneranno gli spettatori nella conoscenza più cruda e immediata delle vicende umane e storiche trattate.
Si parlerà di temi di portata più generale (quale ad esempio il fenomeno delle migrazioni cui sarà dedicato lo spettacolo di Daniela Morozzi e Tomaso Montanari) o legati e fenomeni storici che ci aprono a temi generali (quali ad esempio la lotta alle mafie attraverso la storia di padre Pino Puglisi raccontata da Christian Di Domenico e le brutalità della guerra attraverso la narrazione del genocidio di Srebrenica portata da Roberta Biagiarelli). 
In questo modo il teatro si rende strumento per avvicinare e sensibilizzare le persone non solo a temi centrali della nostra storia e della nostra società, ma anche alle realtà associative che vi operano, stimolando la riflessione e la partecipazione del pubblico.

CHRISTIAN DI DOMENICO

in

U Parrinu

la mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia

di

Christian Di Domenico

regia CHRISTIAN DI DOMENICO

Mi capita spesso di rimanere stupito quando mi dicono che i grandi, e intendo i grandi uomini, andavano in un posto da mortali come il mare, da corpi di peccatori buttati al sole. D’estate magari, in Sicilia,dentroquelcaldod’inferno.E’cheunononsel’immaginaproprio. Ma il futuro parrinu di Brancaccio, a Palermo, assassinato dalla mafia nel settembre novantatré davanti casa con un colpo di pistola alla nuca, al mare ci andava eccome. Perché era nu parrinu strano Anticonformista. che metteva i calzoni. E ci andava con iragazzini delle periferie perché, almeno una volta, giocassero lontano dalle strade.
Ecco, la storia di Christian inizia proprio al mare, su una scogliera, precisamente. La mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia; una storia semplice, narrazione di un attore solo con na pocu di musica. Nu ricordu sfumato, che si snoda tra fatti di cronaca, politica e lotta sin  da quella prima giornata di mare coi bambini  duparrinu strano coi calzoni.
Lì Christian fa esperienza dell’onore dei mafiosi, obbligati sin da bambini a non chiedere mai scusa a nessuno. Ma il ragazzo impara anche l’onore del perdono, che Pino porterà a san Gaetano di Brancaccio, quartiere con la più alta concentrazione mafiosa dell’intera Sicilia, e che manterrà sempre fino a quel giorno di  metà  settembre novantatré.
Qualche anno dopo Christian ritorna su quella scogliera. E inizia da lì, dal suo ricordo, a raccontarci di  Pino, dell’amico di famiglia, dell’uomo di chiesa, del maestro d scuola. Che aveva imparato a perdonare, in punto di morte, la violenza di chi ne era incapace e già gli puntava la pistola alla nuca. Ed era sicuro che il perdono, con l’esempio e il racconto, potesse essere insegnato.
“Ho incontrato molta gente di Chiesa e tutti mi hanno  detto: non ti preoccupare che Dio ti  perdona. Io ,su questo, ho spesso dubitato che possa perdonare uno come me, di quello che ho fatto io soprattutto adesso che forse ho  ammazzato un santo figuriamoci.. quante possibilità di perdono posso avere io?” (Salvatore Grigoli, assassino di Padre Pino Puglisi)

Sabato 6 Aprile ore 20.45

Domenica 7 Aprile ore 16.45

StArtLAB

presenta 

Ti va di sposarmi? 

di

Danila Stalteri

con 

ROBERTA GARZIA  – LEONARDO BOCCI

DANILA STALTERI – ANTONIA DI FRANCESCO

regia DANILA STALTERI

È la storia di Sara e Valentina, due amiche sulla quarantina che non si sono mai sposate, reduci da diverse relazioni fallimentari e che hanno deciso di vivere insieme. Valentina da qualche tempo frequenta Santo, un ragazzo più giovane di lei che viene da un paese imprecisato nei dintorni di Roma e che lavora saltuariamente come cameriere; i due iniziano una relazione ma Valentina non è del tutto convinta della sincerità dei sentimenti di Santo, consigliata anche da Sara che non vede di buon occhio la relazione. La relazione tra Vale e Santo continua fra alti e bassi, fino a quando lui sparisce all’improvviso lasciando Valentina in preda alla disperazione. Anche tra le due amiche la situazione precipita quando Valentina scopre che Sara era a conoscenza del motivo della sparizione di Santo ma ha preferito non rivelarglielo per non ferirla.
Tra colpi di scena, rivelazioni e momenti esilaranti, i tre protagonisti troveranno finalmente, in un epilogo all’insegna del classico lieto fine, il loro “particolare” equilibrio.

Venerdì 12 Aprile ore 20.45

Sabato 13 Aprile ore 20.45

Domenica 14 Aprile ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano

La Bella Fabbrica

di  

Stefano Mezzani

con

CLAUDIA FOSSI

RAFFAELE TOTARO

LEONARDO VENTURI

MICHELE BRANDA

regia RAFFAELE TOTARO

“Crisi Pignone preannunziata gravissima et imminente stop ho dovere informarla che città tutta reagirà senza soste et senza risparmio stop abbia bontà eccellenza intervenire presso ceti responsabili affinché sia evitata questa grave frattura sociale et politica stop Firenze è città capace di riservare sorprese amare stop nome di Dio prego la considerare estrema serietà situazione grazie”. Giorgio La Pira, Sindaco di Firenze. Telegramma inviato a Giuseppe Pella, Presidente del Consiglio dei Ministri, anno 1953.
Lo spettacolo nasce da una lunga ricerca, che si è avvalsa di testimonianze orali e di fonti bibliografiche, della ricostruzione di vite reali e immaginarie di persone che alla grande Storia della Pignone hanno partecipato. Ciascuna di queste voci è protagonista di un tratto del percorso e ci accompagna al tratto successivo, testimoniando stili di vita, linguaggi, sentimenti diversi.
Un’attrice e due attori si scambiano i ruoli del narratore e dei personaggi che il racconto, di volta in volta, evoca, donne e uomini vivissimi ed espressivi, tipici pur nella loro unicità. Voci di lavoratori, di industriali, di politici, di partigiani, di giornalisti.

Giovedì 18 Aprile ore 20.45

TRACCE – Storie di popoli e persone

Dalla collaborazione tra Amnesty International, Associazione Progetto Arcobaleno, Cantiere Obraz nasce una proposta teatrale strettamente legata a temi sociali e storici che stimolino un percorso di riflessione.
I temi trattati e le modalità di rappresentazione sono strettamente legati alla missione delle Associazioni: la difesa dei diritti umani, la valorizzazione della persona e della dignità umana, l’attenzione ai più fragili; il linguaggio narrativo vuole essere quello più diretto ed immediato del monologo attraverso il quale gli attori accompagneranno gli spettatori nella conoscenza più cruda e immediata delle vicende umane e storiche trattate.
Si parlerà di temi di portata più generale (quale ad esempio il fenomeno delle migrazioni cui sarà dedicato lo spettacolo di Daniela Morozzi e Tomaso Montanari) o legati e fenomeni storici che ci aprono a temi generali (quali ad esempio la lotta alle mafie attraverso la storia di padre Pino Puglisi raccontata da Christian Di Domenico e le brutalità della guerra attraverso la narrazione del genocidio di Srebrenica portata da Roberta Biagiarelli). 
In questo modo il teatro si rende strumento per avvicinare e sensibilizzare le persone non solo a temi centrali della nostra storia e della nostra società, ma anche alle realtà associative che vi operano, stimolando la riflessione e la partecipazione del pubblico.

TOMASO MONTANARI e DANIELA MOROZZI

QUANDO SAREMO TUTTI STRANIERI

incontro spettacolo sulle migrazioni

prima nazionale

musica STEFANO COCCO CANTINI

Sabato 20 Aprile ore 20.45

Domenica 21 Aprile ore 16.45

DONATELLA ALAMPRESE ENSEMBLE

presenta 

Tango: una favola porteña 

Piazzolla e i suoi poeti

con

DONATELLA ALAMPRESE –voce

MARCO GIACOMINI – chitarra

SIMONE MARINI – bandoneon

RUBEN ANDRÈS COSTANZO –narratore 

con la partecipazione dei ballerini  Giuliano Scarpati & Perla Collini
Scuola di ballo “Arthur Murray” Firenze

scene – Cecilia Micolano 

regia MARCELLO ANCILLOTTI

Il Tango, una possibilità infinita, come recita Leopoldo Marechal. E’ come aprire una finestra sulla città di Buenos Aires, sui suoi misteri e racconti.
Solo una favola può portare a Firenze e nel mondo la magia, vera essenza del Tango. Astor Piazzolla e i suoi poeti è un viaggio senza tempo sulle ali della musica guidati dalla voce di Donatella Alamprese e dalle narrazioni di Ruben
Costanzo intrecciate alle note della chitarra e del bandoneon. Dagli esordi cinematografici degli anni 40 e 50 fino al binomio inseparabile con Horacio Ferrer, e poi Jorge Luis Borges, Mario Trejo ed Eladia Blazquez.
Lo Spirito del Tango in musica, danza e parole.

Venerdì 26 Aprile ore 20.45

Sabato 27 Aprile ore 20.45

Domenica 28 Aprile ore 16.45

TEATRO di CESTELLO – CdG

presentano 

Il testamento di Gianni Schicchi

burla in vernacolo

di

Oreste Pelagatti

regia RAFFAELE TOTARO

Il vecchio Buoso Donati, ricco proprietario terriero fiorentino, muore. Al suo capezzale i parenti prossimi che sperano di mettere mano all’eredità ma, con loro grande stupore, il Donati ha lasciato tutto alla chiesa e alla serva. Come fare per rientrare in possesso dei beni e soprattutto chi chiamare in soccorso per architettare un imbroglio con i fiocchi.

E chi,  se non Gianni Schicchi, il principe degli imbroglioni?

Sabato 4 Maggio ore 20.45

Domenica 5 Maggio ore 16.45

Centomila, uno, nessuno

La curiosa storia di Luigi Pirandello

di con

Giuseppe Argirò

con

GIUSEPPE PAMBIERI

regia GIUSEPPE ARGIRO’

Scritto e diretto da Giuseppe Argirò, con Giuseppe Pambieri, straordinario attore, depositario di una prestigiosa tradizione teatrale, in un viaggio ironico e appassionato nel multiforme universo di Luigi Pirandello. Un ritratto inedito del grande scrittore, disegnato attraverso le figure più significative della sua vita, le sue opere, il suo pensiero. Una riflessione umoristica sull’uomo del Novecento, a cui solo la scena può dare voce. Lo spettacolo racconta gli aspetti meno visitati dell’esistenza di Pirandello: dai tumultuosi anni giovanili e dal rapporto conflittuale con il padre, al soggiorno tedesco e agli amori, specchio di una personalità complessa e tormentata. Una drammaturgia che rivela l’uomo Pirandello attraverso le parole dei suoi personaggi, facendoceli rivivere più attuali che mai: da Il fu Mattia Pascal ai Sei personaggi in cerca d’autore, dall’Enrico IV a Non si sa Come, fino a L’uomo dal fiore in bocca.

Venerdì 10 Maggio ore 20.45

Sabato 11 Maggio ore 20.45

Domenica 12 Maggio ore 16.45

Venerdì 17 Maggio ore 20.45

Sabato 18  Maggio ore 20.45

Domenica 19 Maggio ore 16.45

TEATRO DI CESTELLO – CdG

presentano

Il ritorno dalla villeggiatura

di

Carlo Goldoni

adattamento e regia  Marcello Ancillotti

Nella terza giornata della trilogia della Villeggiatura, Goldoni consolida l’immagine di una borghesia che privilegia l’apparire all’essere, come lo sposarsi per esigenze di ceto principale e il ravvedimento generale dalle pazzie delle vacanze. Scrisse Goldoni nella prefazione per l’edizione a stampa: “Egli è vero che alla fine della seconda “giornata” questa terza è promessa, ed ho lasciato ad arte qualche cosa indecisa per continuare il soggetto nella seguente; ma con dieci righe di più si poteva nella seconda terminare l’azione perfettamente. Ho voluto lasciarmi libero il campo per una terza Commedia, la quale servisse come di conclusione alle due precedenti, per provare la follia delle smoderate villeggiature”

Giovedì 23 Maggio ore 20.45

CLAP  MUGELLO 

presenta

Della locanda gli amorosi affari

da La locandiera di Carlo Goldoni

adattamento di Paolo Ciotti

con

GIULIA BARTOLACCI – MARCELLO FERRACCI –  SILVIA FRULLINI –  SILVIA GHINASSI

ILARIA GIOVANNINI –  PAOLO GOTTI – FABRIZIO LORENZETTI –  MARCO RANFAGNI

FRANCESCA ROSA SABATINI

aiuto regia  Rebecca Zigliotto

regia PAOLO CIOTTI

Prendiamo una commedia. E parliamo del Teatro Comico. La commedia può essere La Locandiera. Facciamo muovere i personaggi, figli diretti delle maschere e antenati ancor grezzi del teatro che verrà. Vedremo dei nobili, impoltriti e consunti di titoli e ricchezze perdute.
Vedremo gli interessi di una classe operosa, quella borghese, intenta con furbizia a dare a quei nobili il colpo di grazia. E con quanta e quale grazia. La grazia di una donna, la locandiera, alla fine così tanto bramata da colui che ne disprezzava i modi. Attanagliato dall’indecisione nella scelta tra sentimento e ragione. Uomo e donna. Come per il cameriere, promesso sposo e seduttore rampante, indeciso al fine anch’egli tra l’interesse e la passione, fra la scaltra locandiera e la sincera ingenua serva Tonina, finita nell’intreccio un po’ per disgrazia un po’ per funzione drammaturgia. Quella passione che, al netto delle possibilità economiche, forse ai servi si concedecon maggior libertà. Lontano dalla villa, lontano dai padroni, magari in una piccola scena d’amore conclusiva sottratta, un po’ per gioco un po’ per chiosa, alle Avventure della Villeggiatura. Vedremo anche due attrici di quel Teatro Comico che fu la  prima pietra del metateatro. E le vedremo entrare e uscire dai loro ruoli di nobildonne prima e di attrici poi, fino a mettere in dubbio non una scelta, non una rinuncia, ma l’esistenza stessa. Sia essa quella umana? Oppure quella del teatro? E cos’è in fondo un personaggio se non un bivio, una scelta o un dubbio sospeso tra la realtà e la scena, tra un viso e una maschera? Quella maschera che un Arlecchino, servitore per eccellenza, abbandonerà infine per potersi meglio guardare e osservare nello specchio della realtà. Ma quale realtà? Quella del pubblico naturalmente. Della gente vorremmo dire. Gente, pubblico… fa lo stesso. L’importante, in fin dei conti, è un applauso.

Venerdì 24 Maggio ore 20.45

Sabato 25 Maggio ore 20.45

Domenica 26 Maggio ore 16.45

LABORATORIO ARCA e TEATRO DI CESTELLO

presentano

Delitto in palcoscenico

di Raffaele Totaro

con

IACOPO BIAGIONI – RAFFAELE TOTARO – FULVIO FERRATI  – ALESSIO COLUCCIA

DIANA VOLPE  – CLAUDIA FOSSI  – LEONARDO VENTURI  – ANDREA CORTI 

ANTONIO TIMPANO

regia SAMUEL OSMAN

La compagnia teatrale “gli Impietosi” sta portando in scena uno spettacolo teatrale quando uno dei personaggi non entra sul palcoscenico. Inizialmente si pensa ad una distrazione dell’attore ma, ben presto, ci si rende conto dell’atroce verità: si tratta di omicidio. 

Ad indagare, purtroppo, l’imbranato commissario Alberti ed il più solerte ispettore Andrei. 

Seguito del fortunato “Delitto a Villa Albani”, una commedia gialla da godersi tutta di un fiato. 

Giovedì 20 Giugno ore 18.00

ODEIA TEATRO e TEATRO di CESTELLO CdG

presentano

Manon Lescaut

Nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del Centenario della morte di Giacomo Puccini (2024) un ciclo di serate distribuite nell’arco dell’Anno Pucciniano (fine 2023 e tutto il 2024) riguardanti opere (teatrali, di narrativa e di poesia) che ispirarono il Maestro e i suoi librettisti per la composizione delle loro opere (musiche e libretti) e che saranno riproposte in forma di lettura scenica o drammatizzata a più voci