PENNA FIORENTINA

Giovedì 7 giugno e Venerdì 8 giugno , ore 21
Spettacolo a conclusione del 19° Corso di Teatro Fiorentino 2017-2018

PENNA FIORENTINA

a cura di
Remo Masini, Marcello Ancillotti e Giovanna Nelli

19 anni fa, alla fine del primo corso di teatro fiorentino, tirammo un bilancio su quanto era stato fatto. Eravamo partiti ponendoci questa domanda: se esistesse un teatro vernacolo Fiorentino. Dopo aver preso in esame vari testi teatrali dal ‘400 ai contemporanei, soffermandoci sugli Autori maggiori, su i maggiori attori fiorentini, da Del Buono fino ai giorni nostri, alla fine ci chiedemmo perchè fare un corso di Teatro Fiorentino.

La risposta venne spontanea allora come oggi:

“Cerchiamo di evitare il rischio che la globalizzazione odierna distrugga il nostro passato e le nostre radici perchè la perdita della propria identità culturale sarebbe un autentico delitto. Non vogliamo, in questo modo, sembrare antichi e retrivi, né tantomeno essere insensibili a quanto di bello e di buono ci viene dalla nostra civiltà che galoppa velocemente, ma vogliamo anche continuare a sentirci legati alla nostra cultura e, nel rivalutare il teatro fiorentino, il vernacolo, che è lingua sempre viva, si proteggono le nostre radici culturali, le nostre tradizioni, il nostro splendido passato”

con in ordine alfabetico:

Paolo Biagioni-Paola Bruno-Marco Calamandrei-Silvana Carotenuto-Patrizia Cattini-

Giovanna Cella-Chiara Collacchioni-Giulia Cragnolini- Laura Frullini-

Elisabetta Gelici-Luisa Manuguerra-Giuliano Martinenghi-

Giovanna Nelli-Leonardo Previero-Mimma Spagna

e con la preziosa collaborazione di Cinzia Bacchetti

Regia Remo Masini e Marcello Ancillotti
Scene e costumi di Cecilia Micolano
e Marcello Ancillotti

ACRE ODORE DI JUTA

 

venerdì 27 aprile ORE 20.45

 

ACRE ODORE DI JUTA

scritto da Marco Balma

liberamente ispirato al libro

“Noi, le donne della filanda”: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio

Regia : Vanessa Leonini e Mafalda Garozzo

Cast :

Carolina Sani – Figlia, Giulia, Futurista, Dora Fidolfi, Operaia Mafalda Garozzo – Madre, Futurista, Teresa,Operaia

Sabrina Battaglini – Filandina voce narrante “scena con i futuristi”, Operaia Laura Passalacqua – Adelina, Futurista, Operaia

Francesca Lopresti – Elvira Fidolfi, Futurista, Operaia

Canzone originale: Livio Bernardini e Egildo Simeone Luci e audio: Lugi Gino Spisto

 

Tematica: teatro storico/sociale, il lavoro, la sicurezza, le morti bianche, gli scioperi, e la resistenza.

In un luogo abbandonato che è luogo di memorie ormai dimenticate, vengono narrate le storie delle donne che lì hanno vissuto e lavorato quando ancora era una fabbrica, lo Jutificio di Fossamastra (La Spezia). Sono le storie delle filandine, madri, figlie, operaie, staffette partigiane, lavoratrici in sciopero, donne coraggiose che hanno combattuto per conquistare i diritti fondamentali legati alla sicurezza sul lavoro, all’uguaglianza e alla libertà di espressione in quanto lavoratrici al pari degli uomini.

Lo scenario, inizialmente desolato e vuoto dello jutificio che oggi non esiste più, si anima quando in mezzo alle macerie e ai detriti abbandonati compaiono le ombre di chi è rimasto lì nell’attesa che il ricordo delle donne della filanda venga riportato alla luce ed onorato come merita.

La voce di una sola donna si moltiplica quindi in quella di tutte le donne, diventando una fitta trama di narrazioni, storie e vicende accadute nello spezzino in un arco temporale di più di mezzo secolo, dai primi del ‘900 fino agli anni ‘70, da quando lo jutificio venne fondato fino a quando smise di esse-re una fabbrica e fonte di lavoro per moltissime donne e uomini della nostra città.

Lo spettacolo “Acre odore di juta”, scritto da Marco Balma e liberamente ispirato al libro “Noi, le don-ne della filanda”: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio, propone, in un’atmosfera quasi onirica e sospesa in un tempo indefinito, la rievocazione dei momenti più significativi della storia della città della Spezia e delle filandine, che è anche la storia delle donne di oggi “lavoratrici a metà ma con un peso doppio da portare”.

In scena cinque attrici che, in un energico quanto incessante movimento di costruzione e frammen-tazione anche della scenografia, fanno emergere e poi nuovamente seppelliscono la memoria degli eventi, delle vite e delle morti delle filandine che, nonostante un’esistenza modesta, hanno lottato e fatto conquiste di cui noi generazioni successive ancora godiamo.

Per non dimenticare.

COM’E’ CHE NON RIESCI PIU’ A VOLARE

 

VENERDI’ 15 DICEMBRE ORE 20.45
COM’E’ CHE NON RIESCI PIU’ A VOLARE
Scritto e diretto da Marco Giavatto

 

C’è una canzone di De Andrè il titolo è “Canzone per l’estate” e dalla frase più ripetuta del
ritornello, nasce questo spettacolo teatrale. E’ diviso in capitoli, perchè si racconta una storia. Due
ragazzi di oggi che non ci pensano a “volare” è già tanto “camminare”.
Fra gli spunti comici e i diversi lati amari, due attori: un uomo e una donna, soli in scena si
“affrontano” durante il loro primo anno insieme. Mese dopo mese generano nuove storie, nuove
visioni del mondo e nuove interpretazioni della realtà che li circonda.
Prendendo in prestito un frammento del brano di De Andrè:
“con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente, le tue nuvole in affitto, col permesso di
trasmettere
e il divieto di parlare
e ogni giorno un altro giorno da contare.
com’è che non riesci più a volare…”

MARILINA

GIOVEDÌ 30 NOVEMBRE
NUVOLE IN VIAGGIO TEATRO E CLAP MUGELLO
“MARILINA”
BALLATA DEGLI ULTIMI E DELLE CANDELE AL VENTO DURANTE LA GUERRA E VERSO LA LUNA
TESTO E REGIA DI PAOLO CIOTTI
CON: GIULIA BARTOLACCI, FRANCESCA BECAGLI, SILVIA FRULLINI, PAOLO GOTTI, VENIERO JENNA, VITALIANO LOPRETE, FABRIZIO LORENZETTI, REBECCA ZIGLIOTTO
COSTUMI DI PAOLA E SILVIA VANNINI

Un flashback in un passato recente nel tentativo di comprendere fatti spiccioli e miti universali coi quali ancora oggi ci troviamo alle prese. Un’operazione di “sartoria” drammaturgica quella operata dall’autore che concepisce e dà vita ai personaggi partendo dagli stessi attori del proprio gruppo di allievi d’elezione: il Clap. L’acronimo coniato dallo stesso autore e regista sta per Compagnia Laboratorio Attoriale Permanente proprio ad indicare l’inesauribile lavoro necessario e indispensabile nella ricerca di un teatro viscerale, fatto di linguaggio e verità. Impegno dunque e umiltà come sembra voler indicare la scelta della tematica e la rassegna di personaggi “border line” che dal testo fuoriescono come catapultati, ignari, a denunciare dimessamente la loro condizione di inferiorità.

 

VAGANDO DI ERBA IN ERBA

MERCOLEDI’ 29 NOVEMBRE

GRUPPO PER LA PALESTINA

“VAGANDO DI ERBA IN ERBA”

RACCONTO DI UNA VACANZA IN PALESTINA

READING A DUE VOCI TRATTO DAL LIBRO DI PATRIZIA CECCONI

VOCI RECITANTI: CRISTINA MANZONE E PATRIZIA CECCONI

Vagando di erba in erba. Teatro-reportage di un viaggio nella Palestina della bellezza e del sopruso.
Lo spettacolo è già stato presentato in teatri e centri culturali in molte città d’Italia, raggiungendo sempre l’obiettivo di condurre lo spettatore in una sorta di viaggio virtuale di 30 giorni attraverso la Palestina autentica, come fosse un corpo vivente cui la sofferenza e il sopruso non hanno potuto togliere né la bellezza, né tantomeno il piacere di ridere e la volontà di vivere. Le immagini seguono il racconto e scorrono alle spalle delle attrici. In sottofondo la musica del Trio Joubran, trio musicale che ha accompagnato le poesie di Darwish, il più grande poeta palestinese contemporaneo, fino alla sua morte. La scelta musicale è dovuta al fatto che il poeta è spesso citato, nel racconto, per l’omaggio alla sacralità della terra cantata nelle sue poesie.

 

IL RE MUORE

Giovedì 23 e venerdì 24 novembre
ARABESK
“IL RE MUORE”
di Eugène Ionesco
Regia: Lorenzo De Angelis
con: Michele Davalli, Claudia Bartolini, Camilla de Bernart, Marco Monelli, Marta Borsari e Gianniccolò Pisaneschi

Al suo apparire sulle scene parigine nel dicembre 1962, Il Re muore fu salutato da una larga parte della critica come il vertice più alto raggiunto dalla creazione drammatica di Ionesco; taluni non hanno esitato a inserire l’opera tra quelle più significative del teatro contemporaneo. La commedia di Ionesco non è un’allegoria, ma, come la maggior parte delle commedie del Teatro dell’Assurdo, è un’immagine poetica della condizione umana. Sicuramente si tratta di un testo di sconcertante attualità, una straordinaria metafora dell’incapacità umana di prendere in considerazione l’idea della propria fine, quasi che il “non pensarci” possa costituire una sorta di garanzia di vita eterna.

LE BELLE FATE

28 OTTOBRE E 4 NOVEMBRE

ORE 16.15

CANTIERE OBRAZ | NUVOLE IN VIAGGIO

“LE BELLE FATE”

DI ALESSANDRA COMANDUCCI

CON MICHELA CIONI, ALESSANDRA COMANDUCCI, CAMILLA PIERI

REGIA ALESSANDRA COMANDUCCI

 

“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi”. (Gianni Rodari)

Il mondo delle fate è tutto scombinato… non si sa cosa può essere stato!”. Pinocchio, la Bella Addormentata, il Lupo, i Tre Porcellini: il mondo delle fiabe sembra davvero essere sconvolto da qualcosa di inspiegabile. I nonni sembrano non ricordarsi le favole e i bambini adesso come fanno? Toccherà alle Belle Fate andare in giro tra mondo reale e mondo delle favole per salvare questa inspiegabile questione. Le Belle Fate sono disoccupate perché nessuno le chiama più dal mondo reale. Le persone hanno dimenticato le fiabe e dappertutto imperversa un’aria di guerra e comandano i generali. Saranno i bambini a convincerli a far tornare le fate e a gettare le armi.

 

FOLLIS

Venerdì 20 e sabato 21 ottobre
OTTOVOLANTI E ACSIT
“FOLLIS”

A Follis, paese senza tempo sperduto nella brulla vegetazione sarda, vivono la loro esistenza i personaggi della nostra storia, nella più completa ignoranza.

Da più di due secoli infatti, tutti gli abitanti del paese sono vittime di una terribile maledizione scagliata da un conte della famiglia Degortes che li obbliga all’assenza di logica nei loro ragionamenti…

Tratto liberamente dalla favola comica di Neil Simon, Follis ci porta ad interrogarci su quanto sia sottile la linea tra profondità e stupidità: si può godere della pienezza dell’amore anche se si è privi di intelligenza?

Siete pronti a vivere un’avventura decisamente poco ordinaria e straordinariamente avvincente?

Anche se non lo siete, una cosa è certa: dopo aver visto “Follis” capiremo davvero quale sia il limite al quale la stupidità degli uomini può spingersi…esclusi i presenti ovviamente!

Evento organizzato da A.C.S.I.T

Associazione Culturale Sardi In Toscana | http://www.acsitfirenze.net

Biglietto € 12,00

Per i soci A.C.S.I.T € 10,00

Inizio spettacolo ore 21:00

IO

Sabato 14 ottobre
A.C. PUNTI DI VISTA
“IO”
con Manuela Minneci e Diego Marchi
Regia Diego Marchi

Due esseri umani, in una stanza bianca senza porte o finestre. Chi sono? Da dove vengono? Perché sono li? Domande senza risposta, come quelle che l’uomo si porta dietro dal primo momento che ha aperto gli occhi su questa terra.  A cosa si appiglia? Religione, famiglia, convenzioni? Si arrovella nel tentativo di chiarire quello che non può essere spiegato. Quello che non si conosce spaventa, crea paura.

Nello stretto delle tre pareti bianche i due esseri umani si battono, si amano, si uccidono e si curano; insomma vivono. Un “non” testo. Visioni crude. Immagini forti. Una dimensione che è oltre. La dimensione di chi osserva, distante e distaccato, gli eventi in corso. Forse la dimensione di Dio.