ANALISI ILLOGICA

SABATO 28 E DOMENICA 29 APRILE
ALTROVE TEATRO
“ANALISI ILLOGICA”

TESTO E REGIA DI MARCO PREDIERI
con

GIORGIA TRASSELLI e SIMONE MARZOLA


Certi incontri proprio non te li aspetteresti mai! Ma quando il destino decide di burlarsi di te … allora o provi a riderci sopra, o pensi alla vendetta … o ricorri in analisi, tuo malgrado! Questa nuova commedia ha la struttura e la suspense di un thriller con tutta l’ironia che può scaturire da un goffo malinteso, ma da quale parte verterà il finale è tutto da capire. Ospite per una notte dello studio, con cameretta e cucinotto annessi, di un’amica psicologa, la nostra protagonista, la splendida Giorgia Trasselli, si troverà a fronteggiare un maldestro visitatore, con tanto di pistola e le idee un po’ confuse, introdottosi dalla finestra in cerca di … chiarimenti … circa la propria situazione sentimentale. un perfetto sconosciuto, forse uno squilibrato, dal quel certo la signora non si aspetterebbe mai di raccogliere rivelazioni che potrebbero …

ACRE ODORE DI JUTA

 

venerdì 27 aprile ORE 20.45

 

ACRE ODORE DI JUTA

scritto da Marco Balma

liberamente ispirato al libro

“Noi, le donne della filanda”: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio

Regia : Vanessa Leonini e Mafalda Garozzo

Cast :

Carolina Sani – Figlia, Giulia, Futurista, Dora Fidolfi, Operaia Mafalda Garozzo – Madre, Futurista, Teresa,Operaia

Sabrina Battaglini – Filandina voce narrante “scena con i futuristi”, Operaia Laura Passalacqua – Adelina, Futurista, Operaia

Francesca Lopresti – Elvira Fidolfi, Futurista, Operaia

Canzone originale: Livio Bernardini e Egildo Simeone Luci e audio: Lugi Gino Spisto

 

Tematica: teatro storico/sociale, il lavoro, la sicurezza, le morti bianche, gli scioperi, e la resistenza.

In un luogo abbandonato che è luogo di memorie ormai dimenticate, vengono narrate le storie delle donne che lì hanno vissuto e lavorato quando ancora era una fabbrica, lo Jutificio di Fossamastra (La Spezia). Sono le storie delle filandine, madri, figlie, operaie, staffette partigiane, lavoratrici in sciopero, donne coraggiose che hanno combattuto per conquistare i diritti fondamentali legati alla sicurezza sul lavoro, all’uguaglianza e alla libertà di espressione in quanto lavoratrici al pari degli uomini.

Lo scenario, inizialmente desolato e vuoto dello jutificio che oggi non esiste più, si anima quando in mezzo alle macerie e ai detriti abbandonati compaiono le ombre di chi è rimasto lì nell’attesa che il ricordo delle donne della filanda venga riportato alla luce ed onorato come merita.

La voce di una sola donna si moltiplica quindi in quella di tutte le donne, diventando una fitta trama di narrazioni, storie e vicende accadute nello spezzino in un arco temporale di più di mezzo secolo, dai primi del ‘900 fino agli anni ‘70, da quando lo jutificio venne fondato fino a quando smise di esse-re una fabbrica e fonte di lavoro per moltissime donne e uomini della nostra città.

Lo spettacolo “Acre odore di juta”, scritto da Marco Balma e liberamente ispirato al libro “Noi, le don-ne della filanda”: storia dello Jutificio di Fossamastra” di Sondra Coggio, propone, in un’atmosfera quasi onirica e sospesa in un tempo indefinito, la rievocazione dei momenti più significativi della storia della città della Spezia e delle filandine, che è anche la storia delle donne di oggi “lavoratrici a metà ma con un peso doppio da portare”.

In scena cinque attrici che, in un energico quanto incessante movimento di costruzione e frammen-tazione anche della scenografia, fanno emergere e poi nuovamente seppelliscono la memoria degli eventi, delle vite e delle morti delle filandine che, nonostante un’esistenza modesta, hanno lottato e fatto conquiste di cui noi generazioni successive ancora godiamo.

Per non dimenticare.

…SARAH?

giovedì 26 APRILE ore 20.45
COMPAGNIA DEI NOVE
…Sarah?
Testo e Regia: Marco Guglielminetti
Costumi: Claudia Stefani Migliorato

con

Sonia Galli, Marco Guglielminetti, Ginevra Mascolo, Claudia Stefani Migliorato

Chi è Sarah? Sarah è il sasso che schianta la vetrata di una cattedrale, Sarah è ciò che distrugge la vita di Thomas, brillante medico ricercatore, innamorato perdutamente di sua moglie, Emma. La vita perfetta, la casa perfetta, la moglie perfetta, e l’uomo, che non è in grado di gestire la perfezione.

In questa feroce commedia la confusione e il caos prenderanno il sopravvento, i ruoli si fonderanno e si invertiranno, cambiando forma come in un quadro surrealista, e più nulla varrà a rimettere insieme i cocci dei sentimenti distrutti. “

UNO SGUARDO DAL PONTE

sabato 21 domenica 22 aprile
COMPAGNIA GIARDINI DELL’ARTE

“UNO SGUARDO DAL PONTE”
di Arthur Miller

Regia Marco Lombardi

Aiuto regia Sandra Bonciani

con

Aldo Innocenti, Brenda Potenza, Raffaella Afeltra,

Marcello Sbigoli, Marco Ugolini, Fabrizio Pinzauti

 

“Uno sguardo dal ponte”, scritto da Miller nel 1955 è considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento.

Come spiega il titolo,” Uno sguardo dal ponte” vuole essere una fotografia cruda e drammatica di una delle mille facce della New York anni 50. Il ponteinfatti è quello che collega la lussuosa, vivida e ricca Manhattan alla misera e grigia Brooklyn, dimora esclusiva di immigrati e portuali. E sono proprio le vicende di una famiglia di origine siciliana ad essere portate in scena come documento della condizione di chi lascia la sua terra nel desiderio di concretizzare sogni e illusioni .

La vicenda raccontata trae origine da un fatto di cronaca dal quale Miller fu profondamente e a lungo turbato: una torbida vicenda familiare, ambientata tra gli immigrati italiani di Brooklyn.

STORIE FARSESCHE

giovedì 19 e venerdì 20 aprile
COMPAGNIA LABORATORIO AMALTEA

“STORIE FARSESCHE”

Testo e regia di Samuel Osman

con

Jacopo Biagioni, Nicola Fornaciari, Samuel Osman, Maurizio Pistolesi, Fabio Rubino, Antonio Timpano, Diana Volpe

 

Storie bizzarre, racconti ironici ma dal retrogusto amaro, episodi “veri”, di vita quotidiana, ma che lasciano poco spazio alla fantasia, o meglio, fatti dell’oggi in cui, è proprio il caso di dire, la fantasia supera ampiamente la realtà. “Storie farsesche”, dopo “Storie di ordinata follia”, è il secondo capitolo della “Triologia” sull’analisi sociale e contemporanea della compagnia. Se nel primo caso le “storie” (velatamente bukowskiane) sono raccontate con vaga ispirazione tarantiniana, le seconde ricorderanno di più Almodovàr e affideranno maggiore responsabilità ai personaggi e ai loro caratteri ponendo l’accento sulla violenza e sulla brutalità ferina, talvolta nascosta e repressa ma pronta ad esplodere, in una società basata sulla sopraffazione e sulla disparità economica. Poveri diavoli alla ricerca di un senso, piccoli uomini vessati e stanchi, anime ferite e bestie assetate di sangue in una giungla sempre più caotica, angosciante e ingiusta.

CYRANO

da mercoledì 11 a domenica 15 aprile
ALTROVE TEATRO

“CYRANO”
da “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand

adattamento e regia Marco Predieri

 

Marco Predieri torna a confrontarsi con la figura di Cyrano in un nuovo suggestivo allestimento, che riporta in scena tutta la grandezza del guascone più celebre della storia. Un anti eroe romantico, spavaldo e fragile al contempo, immerso in una vicenda profondamente umana, resa immortale dall’unico parto geniale di una autore altrimenti mediocre, Edmond Rostand. Lealtà, amicizia, amore, ma anche potere, guerra, gelosia … un quadro cristallizzato che dipinge con viva passione la nostra immutabile natura, esaltandone gli appetiti più meschini accanto a quei valori universali che troppo spesso dimentichiamo e ai quali ci appelliamo solo di fronte all’ineluttabilità dell’avverso destino. Cyrano è forza ed è timore, è ironia, è una coscienza indomita e uno specchio davanti a cui sbassare lo sguardo. Cyrano è il sogno, l’amico … sono i suoi attori … Cyrano è chi con loro ne vivrà, ancora una volta, la maestosa semplicità della sua essenza mortale.

CANE!

Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 aprile

PRODUZIONE CANTIERE OBRAZ

“CANE!”

Adattamento e regia di Alessandra Comanducci

Scenografia Thomas Harris

con

Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Thomas Harris

22 dicembre 1924

Anamnesi

Cane da laboratorio. Età: circa due anni. Maschio. Razza: bastardo. Nome: Pallino. Pelo rado, a ciuffi, brunastro. Colore della coda: latte bruciato.

Ha operato il professor F.F. Preobrazenskij.

Assistente: dottor I.A. Bormental

27 dicembre. Polso 152. Respirazione 50, temperatura 39,8, reazione pupillare.

31 dicembre. Appetito indescrivibile. (Una macchia sulla pagina. Dopo calligrafia frettolosa.) Alle ore 12,12 il cane ha abbaiato con chiarezza A-c-s-e-p.

6 gennaio. (Ora a matita, ora con inchiostro viola.) Dopo che gli è caduta la coda, ha pronunciato in maniera perfettamente chiara la parola “birreria”.

11 gennaio. Ha accettato definitivamente i calzoni. Ha pronunciato: “Mollami una sigaretta, le brache mi stan strette.”

 

Ispirato al romanzo di Bulgakov, le vicende di un cane trasformato in uomo a seguito di un’operazione e la sua grottesca acquisizione di una sensibilità umana.

FIRENZE 1865-1915

 

16-17-18-23-24-25-29-30-31 MARZO
TEATRO DI CESTELLO e CdG
“FIRENZE 1865 – 1915”

di Loretta Bellesi Luzi
regia Marcello Ancillotti

 

Beppa la Fioraia, il Lachera, personaggi mitici in una Firenze prima Capitale poi città lanciata in una dimensione nazionale, dialogano con i letterati delle Giubbe Rosse e del caffè Michelangelo. Lontana dal torpore di capitale di un granducato invecchiato, si apre ad una nuova dimensione, dove le distruzioni del centro medioevale e delle sue mura portano alla nascità di una nuova coscienza. Loretta Bellesi,in una narrazione ricca di situazioni, di scontri e incontri tra il popolino, tra i nuovi venuti dal Nord e la nuova cultura cittadina, ci riporta all’affascinante Firenze che amiamo, quella che ancora una volta lancerà nel mondo le sue idee, diffonderà la sua arte, fino all’esplosione del Futurismo e all’ avvento della prima guerra mondiale.

LATITUDINE DONNA

sabato 10 marzo

DONATELLA ALAMPRESE
“LATITUDINE DONNA”
con

Marco Giacomini chitarra

e

Stefano Macrilló chitarra, mandoloncello, cuatro venezuelano, tiple colombiano, cajón

proiezioni: Cecilia Micolano

 

Donatella Alamprese percorre ancora una volta gli itinerari dell’arte al femminile, presentando quattro grandi poetesse, compositrici e cantanti che hanno profondamente segnato la storia della musica popolare del secolo scorso: alfonsina storni , della quale ricorrono quest’anno 70 anni dalla scomparsa , la grande Mercedes Sosa, entrambe argentine, la cilena Violeta Parra e la portoghese Amalia Rodrigues, “a alma do fado”, l’anima del fado. “Latitudine donna” è un viaggio interiore, intrecciato al vissuto personale e sociale delle sue protagoniste, riscoprendo l’ attitudine tutta femminile al coraggio , alla lotta contro il pregiudizio, per l’ affermazione della libertà , ma anche contro il potere e la dittatura , è il riscatto dalla povertà e dall’ infelicità grazie all’ arte. E’ a questa latitudine dell’anima e non solo geografica che si rivela la femminilità, nel sentire e vivere la relazione tra la vita e la creazione artistica, senza concessioni a cliché di dipendenza, senza distorsioni di maniera. “Gracias a la vida”, sarebbe il caso di dire, col titolo della splendida canzone che Violeta Parra compose poco prima di morire 50 anni fa .