
Venerdì 8 Ottobre 20.45
Sabato 9 Ottobre 20.45
Domenica 10 Ottobre 16.45

TEATRO DI CESTELLO CdG
XXVI° Corso di Teatro fiorentino
presenta saggio di fine corso
LA DIVINA COMMEDIA viaggio comico in 3 atti nell’aldilà dantesco
Prima rappresentazione: Firenze, 7 dicembre 1984
Seconda edizione: 1988/1989
Terza edizione 1992/1993
Quarta edizione 2004/2005
Quinta edizione – ottobre 2026
di Marcello Ancillotti da un’idea di Oreste Pelagatti
con
Franco Bassetti, Beatrice Bianchi, Cristina Bonaiuti. Paola Bruno, Sonia Ceramelli, Laura Cesarini, Norma Del Gaudio, Pierluigi Fantappiè, Patrizia Lo Sapio. Alfonso Luciano, Patrizia Manes, Renzo Marilli, Giuliano Martinenghi, Livia Michi, Giovanna Nelli, Patrizia Ronzoni, Sara Stoja, Anna Umberti
Regia – REMO MASINI e MARCELLO ANCILLOTTI
La Divina Commedia, è uno delle migliori scritture teatrali di Oreste Pelagatti, con cui ha dato forse il meglio di sé nell’avvicinare il grande pubblico ai temi della cultura, che troppo spesso soffrono di quell’analfabetismo di ritorno che relega nel limbo della dimenticanza, le nozioni ricevute a scuola o trasmesse per tradizione.
La “chiave di attrazione”, il feeling, è la voltura in comico del testo di letteratura o del fatto storico, che “rinfresca” nel pubblico la sua conoscenza letteraria o le sue nozioni storiche.
In questa linea, Pelagatti ha scritto e rappresentato con la sua Compagnia Teatrale Il Cenacolo delle Follie e Cenacolo dei Giovani, numerosi lavori che hanno “rivisitato” la storia e messo alla berlina i personaggi da Nerone a Cesare e Cleopatra, dai Granduchi de’ Medici ai Gonzaga, la regina di Francia Maria de’ Medici ecc. Non meno irriverenti sono state le rivisitazioni dei grandi personaggi della letteratura: Ulisse e la sua Odissea, le novelle del Boccaccio, quelle del Piovano Arlotto, il romanzo popolare di fine ottocento di Carolina Invernizio, lo stravolgimento della Cavalleria Rusticana del Verga ecc. ecc.
Con “La divina Commedia”, Pelagatti ha raggiunto la sintesi migliore fra l’irriverenza e la fedeltà filologica al testo e così, con i versi dei passi più noti del Sommo Poema inclusi in un copione che rappresenta l’esilio di Dante da Firenze ed il suo viaggio fino alle soglie del Paradiso, si raggiungono punte di comicità, che nessuno sospetta possano nascere da quel “testo sacro” che ha oppresso gli studenti di tutte le generazioni.
